Lecce. Ilaria Caravaglio e Chiara Miglietta, curatrici della manifestazione "Illuminando Lecce" hanno risposto alla polemiche che si sono scatenate dopo la performance artistica di sabato sera
“Illuminando Lecce” è innovazione, arte, movimento, clamore, novità e tanto altro. “Illuminando Lecce” è una manifestazione al passo con un 2011 che presto lascerà spazio all’anno più temuto ma anche più nominato da un decennio a questa parte, il 2012.
“Illuminando Lecce” ha affascinato, sta conquistando e vuole restare impressa negli occhi di grandi e piccoli. Il bambino stilizzato che fa le bolle che occupa la facciata interna di Porta Napoli, è un colpo d’occhio emozionante. Così come le altre installazioni presenti nella città. Tutto scorreva liscio e questo Natale in giro per la città stava assumendo quel tocco di modernismo che spesso i leccesi tanto agognano ma che ogni anno lasciano sopito nel loro cuore e nelle loro speranze. Poi.. l’inaugurazione. Tra le varie performance prevista era presente quella di una ragazza completamente tinta di bianco, senza vestiti, con le sembianze da coniglio. La giovane donna, che era presente sia nell’ex Conservatorio Sant’Anna che in giro per le strade del Centro Storico, ha scatenato la polemica e le dichiarazioni da parte del Sindaco Paolo Perrone e della Chiesa di Lecce.
Imminente la risposta delle curatrici della mostra sui due argomenti caldi relativi alle scelte artistiche. In merito al coniglio bianco hanno spiegato: “Teniamo innanzitutto a precisare- hanno spiegato Chiara Miglietta e Ilaria Caravaglio- che il programma della performance è stato da subito dichiarato fin dalla conferenza stampa di venerdì 2 dicembre (come precisato per altro da alcuni quotidiani in data odierna) e che gli enti coinvolti ne erano a conoscenza da tempo. Il pubblico che ha assistito e seguito la performance per le vie del centro, si è dimostrato, salvo alcune voci isolate, incuriosito e sorpreso positivamente cogliendo la poesia della figura che impersonava il coniglio bianco; non sono mancati infatti commenti di approvazione e come sempre lo sguardo innocente dei bambini ha visto un personaggio fiabesco apparire in città. Nessuna volgarità dunque e nessuna offesa al senso del pudore. Riteniamo quindi attacchi infondati quelli che ritengono che si sia trattato di uno scandalo, quando è oltre quarant’anni che nell’arte avvengono performance di questo genere e soprattutto che non è certamente l’arte a sfruttare il corpo della donna a fini scandalistici”.
La seconda questione è quella relativa alla facciata del Duomo sulla quale è stata proiettata un’istallazione luminosa che necessitava del buio su tutta la piazza. Proprio la scelta del buio che, secondo alcuni, poteva annullare la bellezza della facciata del Duomo e causare problemi ai passanti per la poca visibilità le curatrici hanno detto: “Quanto alla facciata del Duomo illuminata suggestivamente da Giancarlo Cauteruccio occorre sottolineare che è stata realizzata e installata con l’autorizzazione scritta della Curia e anche in questo caso la reazione della gente è stata di grande plauso per la bellezza delle immagini e dalla musica di sottofondo. L’aver acceso, domenica sera, le luci della piazza ha completamente turbato il senso dell’opera di Cauteruccio che oltretutto aveva già realizzato una analoga installazione in piazza Duomo nel 1984. Continuano inoltre ad arrivare telefonate di persone come la storica dell’arte Marina Picciarelli che, entusiaste dell’evento, si sono lamentate dell’accensione delle luci a danno dell’atmosfera dell’ultima serata di proiezione. Riteniamo quindi di dare ascolto alle reazioni positive all’iniziativa “Illuminando Lecce” e di non lasciarci sfiduciare nel nostro intento di portare l’arte contemporanea nel nostro territorio al fine che sia finalmente compresa la sua importanza” hanno chiosato le curatrici.

“Illuminando Lecce”. La luce artistica scontra l’ombra della polemica