Lecce. La riapertura dei termini del condono Tosap è per gli operatori morosi del mercato di piazza Libertini o per la Sgm, che ha già usufruito del precedente condono? A domandarselo il candidato alle primarie del centrodestra Gigi Rizzo, il cui emendamento è stato respinto dal dirigente Errico e la delibera approvata dal Consiglio
Sarà la prima conferenza di una lunga serie non solo fino alle primarie, che si svolgeranno domenica 26 febbraio ma anche dopo, fino a maggio, il mese più caldo per la politica leccese che affronterà le elezioni amministrative. Lo ha annunciato, questa mattina Gigi Rizzo nel corso di un incontro con la stampa, incentrato sulla riapertura del condono Tosap. Che nell’attività della sua Amministrazione Comunale si fossero adottati spesso atteggiamenti equivoci, poco trasparenti e chiari, il consigliere di maggioranza Pdl lo aveva già denunciato e oggi, a sostegno della sua tesi, ha portato all’attenzione un esempio di “condotta ambigua dell’assessore al Bilancio Attilio Monosi”. Nella seduta di consiglio Comunale del 20 febbraio è stata approvata la delibera sul condono della Tosap. Ma per capire i dubbi manifestati da Rizzo, è necessario fare un passo indietro e raccontare i retroscena del provvedimento. “Circa tre mesi fa, in Commissione Bilancio, un gruppo di consiglieri di maggioranza ha chiesto addirittura di anteporre la discussione sulla riapertura dei termini del condono Tosap a quella sul Bilancio Consuntivo. All’interno della delibera era contenuta una sorta di sanatoria per coloro i quali non avevano pagato i diritti di pubblicità, cartellonistica e affissione. L’urgenza della loro richiesta era motivata dalla morosità di alcuni commercianti ambulanti di piazza Libertini che, per tale morosità, non avrebbero potuto partecipare all’assegnazione delle postazioni del nuovo mercato a Settelacquare”. Se era così urgente perché non è approdata prima in Consiglio? Si è chiesto il Presidente della Commissione Bilancio che, insospettito, ha indagato per verificare chi avesse usufruito del precedente condono. “È spuntato il nome della Sgm, partecipata del Comune, nei confronti della quale vi era stato un accertamento di imposta Tosap da parte della Dogre, società concessionaria del servizio, di circa due milioni e mezzo di euro. La Sgm era riuscita a pagare, grazie a quel condono, solo 1milione e 140mila euro. Inoltre sempre dalla Dogre era stato emesso , nei confronti della Sgm, un nuovo accertamento per 1milione e 200mila euro per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011, nonostante il socio privato di minoranza della stessa Sgm Ricchiuto, avesse impugnato la delibera di adesione al primo condono fatta dal Cda, in quanto convinto che le somme per Tosap non dovessero essere versate dal Comune (vi è infatti, un giudizio in corso tra Dogre ed Sgm che pende di fronte alla Cassazione)”. Ecco che Rizzo si spiega la riapertura dei termini del condono. Convinto che l’assessore ai Tributi Attilio Monosi abbia agevolato la Sgm, Rizzo gli ha chiesto, pertanto, di emendare il regolamento, con il quale poneva quale tetto massimo per le liti pendenti rientranti nella possibilità di condono, 50mila euro. In Consiglio, però, il neo dirigente dell’Ufficio Tributi Errico non ha accolto l’emendamento del consigliere perché “la determinazione immotivata del limite di 50mila euro potrebbe delineare discriminazioni tra i cittadini” e la maggioranza si è espressa a sfavore.
Alla motivazione addotta da Errico, pronta la risposta di Rizzo “proprio il decreto Monti ha normato la chiusura delle liti pendenti, tra Agenzia delle Entrate e cittadini, solo per quelle di importo inferiore ai 20mila euro, smentendo di fatto il parere posto dal neo dirigente”.
Ennesima ambiguità dell’Amministrazione, per il candidato alle primarie del centrodestra.

Rizzo “Riapertura condono Tosap per agevolare la Sgm”