Consiglio degli Studenti di UniSalento, il Presidente D’Alessandro si toglie qualche sassolino dalla scarpa

'Gli studenti, che attraverso questo organi di rappresentanza dovrebbero essere ascoltati, vengono ancora una volta ignorati', così Robert D'Alessandro durante la seduta del Consiglio degli Studenti dell'Università del Salento tenutasi nella giornata di ieri.



Si è tenuta ieri pomeriggio, in Rettorato, la seduta del Consiglio degli Studenti dell’Università del Salento. Tra gli ordini del giorno si è discusso del programma di attività dell’esercizio finanziario 2017. Secondo lo statuto dell’Università del Salento al Consiglio degli Studenti, l’organo interamente composto da studenti (o almeno per ora) spetta la facoltà di gestire una quota annua pari al 2% delle tasse versate dagli studenti nell’anno accademico precedente. Questo 2% è suddiviso tra il bando per la realizzazione di interventi per il miglioramento dei servizi didattici e di formazione dell’Ateneo (vale a dire la realizzazione di progetti, per il 90% della somma sopracitata) e una somma destinata alle spese per le attività del Consiglio e delle associazioni studentesche. Se fino a ieri solo le associazioni studentesche rappresentate dai consiglieri nell’organo potevano beneficiare della quota assegnata, finalizzata all’acquisto di materiale d’ufficio e attrezzature informatiche, con la nuova proposta del presidente Robert D’Alessandro, accolta all’unanimità dei presenti, ha modificato la gestione delle quote da assegnare alle associazioni poiché, d’ora in poi, saranno tutte le associazioni regolarmente riconosciute all’interno dell’Università a poter beneficiare di tale contributo.
 
In occasione della seduta del Senato Accademico prevista per domani dove si discuterà dell’approvazione del “Regolamento per la presentazione e la selezione degli interventi per il miglioramento dei servizi didattici e di formazione dell’Ateneo”, coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa il presidente del CdS in quanto, dopo il parere e le osservazioni del Consiglio degli Studenti dello scorso 3 novembre 2016, è passato al vaglio di un’apposita commissione, quella “Statuto e Regolamenti”, che ne ha stravolto la struttura senza tenere minimamente in considerazione il precedente parere. Di fatto, questo “nuovo” regolamento, andrà in approvazione nella Seduta del Senato Accademico di domani.
 
“Gli studenti – dichiara D’Alessandro – che attraverso questo organo di rappresentanza dovrebbero essere ascoltati, vengono ancora una volta ignorati. Cosa ancora più grave è il fatto che il Regolamento andrà in approvazione in Senato senza tenere minimamente conto del parere e delle osservazioni fatte dall’organo. Si sono così svuotate le decisioni in merito alle risorse degli studenti e il ruolo del Consiglio”. Inoltre il Consiglio stesso rischia di essere svalorizzato. Già perché a valutare i progetti da finanziare potrebbero non essere più i consiglieri della Giunta del CdS ma un organo paritetico composto da studenti e docenti e allora pare naturale pensare che “se qualcuno ritiene che vi siano state valutazioni poco trasparenti e oggettive negli anni passati lo dica a voce alta. Se qualcuno pensa che gli studenti non gestiscono i propri fondi in modo trasparente lo dimostri con carte alla mano” ha sostenuto D’Alessandro.
 
Sempre nella seduta di ieri il Consiglio è stato chiamato dal Senato Accademico ad esprimersi, per la seconda volta, circa il riconoscimento in Università di Blocco Studentesco, appendice giovanile di CasaPound. Lo scorso 6 dicembre già l’assise si era espressa fortemente contraria con 14 voti e soli 2 favorevoli al riconoscimento. Nel corso della seduta di ieri il parere del Consiglio è risultato essere ancora una volta negativo, coerentemente con ciò che negli ultimi mesi l’organo, i consiglieri e le sinistre universitarie hanno espresso. Ad intervenire in prima linea contro il riconoscimento di Blocco Studentesco ancora una volta Rocco Cozza, componente della Giunta del CdS e rappresentante di Studenti Indipendenti – Lecce: “Premettendo che trovo vergognoso che ci siano dubbi sul riconoscimento in un ambiente universitario di una tale realtà, trovo davvero poco simpatica la proverbiale indecisione di quest’amministrazione, che invece dovrebbe avere un polso più che fermo". "La questione – continua Cozza – non si svolge esclusivamente all’interno delle mura universitarie e il dissenso nei confronti del BS è più che condiviso anche tra le strade e nei punti sociali della nostra città, segno che poi, alla fine, non tutti sono tra le braccia di Morfeo”.
 
In merito al riconoscimento nell'Ateneo saalentino di Blocco Studentesco, giungono le dichiarazioni del sodalizio:  “Troviamo paradossale dover tornare a parlare di argomenti ormai ridotti ad una retorica sterile – dichiara Marco  Maria Fortunato, consigliere degli studenti – incapace di argomentare ricorrendo a elementi concreti. Non ci stupisce che il Consiglio degli Studenti abbia espresso un parere negativo sul riconoscimento della nostra associazione, quello che ci lascia basiti è la poca professionalità con cui è stata trattata la questione. Fondare le proprie tesi su mere illazioni, già oggetto di una querela per diffamazionr al vaglio delle autorità competenti, la dice lunga su quanto il riconoscimento non sia altro che un pretesto per strumentalizzare le funzioni di un organo istituzionale veicolando informazioni idonee a creare un infondato allarmismo sociale.
 
In merito a quanto poi dichiarato da alcuni esponenti del Consiglio, riteniamo di non dovere ulteriori spiegazioni, certi del fatto che sia la realtà a smentirli. Tra le fila del Blocco Studentesco ci sono da sempre due ragazzi disabili, uno dei quali è il rappresentante in carica del Comitato Unico di Garanzia. La nostra associazione, non solo a livello provinciale ma anche su scala nazionale, collabora con associazioni di volontariato e assistenza ai disabili. Troviamo pertanto paradossale che chi si erge a difensore dei valori dei padri costituenti – conclude il consigliere degli studenti – combatta una battaglia finalizzata alla negazione del diritto di parola, pensiero, associazione e sindacalismo studentesco altrui."

di Mattia Chetta

Ultima modifica: 2 agosto 2017 11:26

In questo articolo