Il ‘Generale inverno’ sferza il Salento, ma il territorio non si fa trovare impreparato

Nonostante gli inconvenienti provocati dalla neve e dal freddo e causati da Burian, l'aria gelida proveniente dalle steppe della Siberia, la penisola salentina ha saputo reagire dimostrando di essere capace di affrontare le difficoltà.


Sono scenari da cartolina e situazioni che, data la latitudine, si annoverano tra le eccezionali quelle che, la neve e il freddo di questi giorni post-natalizi, stanno regalando, per così dire, al nostro territorio avvezzo, sicuramente, a ben altre temperature e condizioni meteorologiche. In ogni caso, va dato atto al Salento di aver reagito bene giacché, al di là di certi e tralasciabili post gettati nella mischia da qualche pseudo-opinionista nordico dell’ultima ora, i tre centri principali, Taranto, Lecce e Brindisi, non si sono certo fatti cogliere alla sprovvista reagendo, quasi immediatamente, con mezzi spargisale e ruspe spalaneve. Semmai disagi ci sono stati, oltre al rallentamento ferroviario e a qualche volo rimandato, a pagarne il prezzo sono stati senz’altro i comuni più interni che, un pò per l’assenza della mitigazione marina, un pò per la distanza dalle strutture di pronto intervento, hanno dovuto attendere più tempo prima di ritornare alla normale quotidianità.

Non è, comunque, la prima volta che il tacco d’Italia si ritrova ammantato di una candida coltre nevosa: era già successo nel 1987, e ancora nel 1991 e, più recentemente, nel 2001. Certo, è innegabile che eventi del genere non passino senza colpo ferire e, oltre alle spiagge e gli skyline imbiancati, a finire sotto i gelidi fiocchi sono anche i campi coltivati che, stavolta come in quelle precedenti, hanno contato non pochi danni sulla produzione invernale e primaverile.
Ma da che punto di vista prendere, allora, la possibilità che pure nel caldo ed estivo Salento possa nevicare? Quello dei bambini (e non solo) felici di poter realizzare un pupazzo di neve a due passi da dove, durante la bella stagione, fanno il bagno o, piuttosto, quello più serioso e preoccupato degli adulti più inclini a esorcizzare una tale possibilità per questioni tecno-pratiche?

Probabilmente, come al solito, la risposta sta nel mezzo perché, un territorio a vocazione turistica come il nostro, che tanto si è speso e continua spendersi nell’inseguire la sospirata destagionalizzazione, deve mettere in conto che, in inverno, nell’emisfero boreale, ove più ove meno, la probabilità di qualche bufera c’è e, per tale ragione, non può scoprirsi impreparato.

Ecco, allora, la fredda Epifania di questo 2017 ha portato, con sé, una delle stagioni fredde più rigide degli ultimi anni, circostanza a cui il Salento sta dimostrando di saper ben rispondere. Prendiamola, quindi, per quella che è, un’esercitazione che ci ricorda come, pure da noi, abituati più al sole preso in riva a due mari, il “Generale Iverno” viene, ogni tanto, a trascorrere le vacanze e si deve sempre far meglio per essere pronti ad “accoglierlo”.
 
Luca Nigro

Ultima modifica: 23 agosto 2017 12:30

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