Il grande freddo miete vittime. Paura per i clochard e a Trepuzzi un anziano muore in casa

I senzatetto stanno vivendo giorni difficili a causa del freddo gelido che si sta abbattendo su Puglia e Salento. Un 77enne è stato trovato morto in casa per ipotermia.



Il gelo firmato Burian non accenna a placarsi. Il territorio intero, poco avvezzo a simili temperature, dimostra affanno nella gestione dell’emergenza, nonostante il grande impegno dei volontari, delle Istituzioni e delle singole amministrazioni comunali.
 
I salentini, a parte lo stupore e la gioia iniziale, ora fanno i conti con i trasporti difficili soprattutto nell’estremo tacco d’Italia, con le scuole e gli uffici chiusi a causa della mancanza di personale che non riesce a raggiungere il Capoluogo.
 
Ciò che ha scosso le coscienze sono soprattutto le storie di clochard morti in strada dal freddo e per i quali lo stesso Papa Francesco ha speso le proprie preghiere e le parole più accorate rivolte a tutti, proprio tutti che qualcosa possono fare per evitare simili tragedie.
 
Anche in Salento la situazione è critica e viene costantemente monitorata.
 
In tanti hanno segnalato la presenza di senzatetto perfino nei pressi del Pronto Soccorso del Vito Fazzi di Lecce, dove nelle ore notturne si possono vedere assiepate piccole tende da campeggio.
 
Un nuovo dramma legato alle temperature rigide è stato registrato in queste ore a Trepuzzi in via Dante dove un uomo di 77 anni è stato trovato morto nella sua casa.
 
Non si tratta di un senzatetto, l’uomo era nella sua abitazione, ma, a seguito del referto fornito dal medico curante, si è compreso che la morte è stata causata dall’ipotermia.
Stiamo raccontando di una storia di disagio, la storia di un anziano che viveva solo e del quale si occupavano i Servizi Sociali del Comune di Trepuzzi, il cui personale ogni giorno forniva i pasti al domicilio del 77enne e si occupava dei servizi di prima necessità e dell’assistenza, comprendendo pulizie e manutenzione dell’appartamento.

In base a quanto dichiarato direttamente dagli uffici comunali preposti, "ogni giorno il servizio mensa si occupava di fornire pasti caldi  anche a  Natale, Capodanno e festività".
Inoltre, si racconta che "il sig. C.S. aveva comunicato al servizio mensa, più precisamente all'operatore addetto alla consegna dei pasti a domicilio , in data 1 gennaio 2017, che si sarebbe dovuto ricoverare il giorno successivo (il 2 gennaio 2017) non necessitando della consegna dei pasti fino al suo ritorno, che sarebbe comunque stato comunicato per tempo. Nonostante ciò il 2 gennaio 2017 l'operatore si è  preoccupato della consegna del pasto recandosi presso l'abitazione di via Dante a Trepuzzi, ma  dopo aver bussato e non aver  ricevuto alcuna risposta ha supposto che l'anziano si fosse ricoverato in ospedale come annunciato".

Da qui l'allarme e la segnalazione di una parente che non riusciva a mettersi in contatto con il 77enne. In seguito la mobilitazione e poi il ritrovamento con la relativa constatazione del decesso per cause naturali da parte del medico curante. 
 
Nell'immediato il Sindaco, le Forze dell’Ordine e i servizi sociali del Comune di Trepuzzi  si sono recati sul posto. Il primo cittadino ha dichiarato "Il Comune di Trepuzzi ha provveduto  in maniera attenta puntuale e diligente all'assistenza dello sfortunato anziano in tutti questi anni. Tengo a sottolineare, come la legge preveda l’assistenza da parte dei figli. Per l’art. 443 C.C.: il genitore ha diritto ad ottenere la corresponsione degli alimenti da parte del figlio qualora si trovi in stato di bisogno ovvero nell'incapacità di provvedere da sè al soddisfacimento dei bisogni fondamentali della vita. Il mancato adempimento degli obblighi alimentari da parte del figlio potrebbe integrare il delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare di cui all'articolo 570 del codice penale. Ci dispiace dover mettere in evidenza che tale assistenza era garantita solo ed esclusivamente dal Comune di Trepuzzi".

Ultima modifica: 23 agosto 2017 12:29

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