Messaggio di speranza dall’Istituto Don Tonino Bello di Tricase. Inaugurata la “Pietra di Inciampo” dedicata alla leglità

Doppio messaggio di speranza dall'Istituto di Istruzione Superiore intitolato a Don Tonino Bello, a Tricase. Inaugurata la "pietra di inciampo" dedicata alla legalità


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Posata la “pietra d’inciampo” dedicata alla legalità al Don Tonino Bello di Tricase-Alessano. L’istituto fa parte della Rete del “Veliero Parlante”, una delle cui attività è la posa della “pietra d’inciampo”, un progetto di contaminazioni positive che coinvolge diverse scuole del tacco d’Italia, impegnate dal 2008 in una rete vasta e articolata di didattica attiva e laboratoriale, votata al recupero della memoria delle vittime di mafia.

Nel nome di Don Tonino Bello

Mission dell’IISS di Tricase intitolato a Don Tonino è, da anni, l’educazione alla legalità, perseguendo nel suo agire quotidiano, i valori intorno ai quali Don Tonino aveva plasmato la sua vita: il rispetto delle regole nella vita sociale, i valori della democrazia, l’esercizio dei diritti di cittadinanza.

Proprio per questo l’Istituto si è prodigato per esser, nel territorio, parte attiva di buone pratiche per la diffusione della cultura dei valori civili, partendo dalla consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà, sicurezza non possano considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette.

Inaugurata la pietra d’inciampo

E ieri presso la sede di Tricasesi è tenuta una manifestazione per l’inaugurazione della pietra d’inciampo del Don Tonino Bello, alla presenza della Dirigente Scolastica, professoressa  Anna Lena Manca, che ha fatto gli onori di casa, di Don Antonio Coluccia, fondatore dell’Opera Don Giustino Onlus di Roma, del Dottore Luigi Muci, Comandante della Polizia Municipale del Comune di Tricase, dell’Architetto Brizio Montinaro, fratello di Antonio Montinaro, agente di scorta perito nella strage di Capaci.

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momento dell’inaugurazione della “pietra d’inciampo” al Don Tonino Bello di Tricasa

Folta la schiera di altri “compagni quotidiani di viaggio” del Don Tonino, fra cui il Comandante dei Carabinieri di Tricase e alcuni fra i rappresentanti delle associazioni del territorio che si occupano di legalità, nonché i docenti stessi dell’istituto.

Significativi gli interventi del Comandante Muci, il quale ha espresso la sua preoccupazione per un territorio poco avvezzo al valore della legalità, ma che si è detto pronto ad agire in prima persona perché i cittadini tutti possano riappropriarsi del bene comune della sicurezza e del diritto alla cittadinanza attiva e di Don Antonio Coluccia che continua ad essere la “voce nel deserto” in un mare magnum di illegalità, di violenza e di ogni genere di sopruso contro i più deboli. “Ogni cittadino deve essere centravanti all’interno della società e non aspettare di fare la riserva, finchè non arriva qualcuno a prendersi la responsabilità di denunciare…, perché l’omertà uccide due volte” e nel nome di Don Tonino Bello, profeta di questo Salento tanto vituperato, ha urlato ai ragazzi presenti “rimboccatevi le maniche e non abbiate paura, perché il vero cristiano è un sovversivo con la schiena dritta!”

In una terra in cui ormai la disoccupazione tocca livelli altissimi, in cui gli anziani fungono da ammortizzatori sociali, l’ultimo baluardo per costruire “coscienze sveglie e pensanti”, ha ribadito più volte Don Antonio, rimane la scuola pubblica, che non può più limitarsi ad essere solo dispensatrice di sapere, ma che deve riappropriarsi soprattutto della sua finalità educativa, facendo sinergia con la famiglia e le istituzioni tutte, affinchè si riesca a formare giovani con la cultura della legalità e della solidarietà.

“E’ bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” è la frase di Paolo Borsellino scritta sulla pietra d’inciampo che da oggi è collocata all’entrata dell’istituto tricasino.

Gli studenti, e il personale tutto del Don Tonino Bello, da oggi, avranno una doppia eredità: quella del modello di “operatore di pace”, quale è stato Don Tonino Bello a cui la scuola è intitolata, e quella del giudice Borsellino, un altro grande uomo che ha fatto della sua vita un esempio di coraggio e di amore per la legalità e per il valore della democrazia, lasciando un messaggio di valori e di impegno, di un modo di affrontare la vita che può essere di esempio per tutti quanti.

Ultima modifica: 26 marzo 2018 13:08

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