Tap. Giuseppe Serravezza lascia l’ospedale, ma non molla: ‘continuo lo sciopero della fame e della sete’

L’oncologo Giuseppe Serravezza si dimette dall’Ospedale di Casarano, ma continua la sua battaglia contro la realizzazione del gasdotto Tap nonostante la preoccupazione fondata per le sue condizioni di salute.

Lascia l’ospedale Francesco Ferrari di Casarano dove era stato ricoverato, ma continuerà lo sciopero della fame e della sete per protestare contro la realizzazione del gasdotto Tap, un’opera impattante che il Salento non può sopportare. L’oncologo Giuseppe Serravezza torna a casa, ma non ha alcuna intenzione di ‘interrompere’ la battaglia intrapresa per fermare i lavori di realizzazione del progetto considerato strategico dalla multinazionale svizzera e da chi lo ha autorizzato.
  
Non sente ragioni il responsabile scientifico della Lilt Lecce che, questa mattina, ha spontaneamente rassegnato le dimissioni dal ‘Ferrari’ dove era stato ricoverato visibilmente provato da un digiuno forzato che dura ormai da una settimana. Lo ha fatto per “non arrecare disagi al personale dell’ospedale” e nonostante le sue condizioni di salute non siano migliorate.  
   
Il suo corpo è stato reidratato per ventiquattro ore con una flebo, ma la situazione rischia di precipitare da un momento all’altro tant’è che, con il passare delle ore, si moltiplicano gli appelli per convincerlo a smettere, a trovare altre strade per manifestare il suo dissenso e convincere il Governo a riaprire un dialogo.
  
Questa mattina, una delegazione del Comitato NoTap si era datata appuntamento a Casarano per offrire solidarietà all’oncologo, un affetto che non è mai mancato fin dai primi istanti del suo ricovero come ha dimostrato il via vai ininterrotto di persone: cittadini, mamme e attivisti che appresa la notizia delle dimissioni del responsabile scientifico hanno messo in scena un corteo spontaneo che si è snodato fino alla piazza centrale della cittadina. Ma la preoccupazione per le condizioni di salute del dottore resta altissima.