‘Come mai non ti piace?’. Taurisanese condannato ad 1 anno e 2 mesi, avrebbe palpeggiato la nuora in macchina

I giudici hanno ritenuto il 59enne colpevole del reato di violenza sessuale, pur riconoscendo la lieve entità del fatto. L'episodio si sarebbe verificato il 17 marzo di tre anni fa e pochi mesi dopo la donna presentò la querela.



Avrebbe molestato la nuora mentre erano in macchina e per un un uomo di Taurisano è arrivata la condanna ad 1 anno e 2 mesi, con sospensione della pena. I giudici della seconda sezione collegiale (Presidente Roberto Tanisi ) hanno ritenuto il 59enne L.R. S. colpevole del reato di violenza sessuale, pur riconoscendo la lieve entità del fatto. Il collegio giudicante ha, inoltre, riconosciuto un risarcimento del danno di 2.000 euro in favore della vittima, costituitasi parte civile con l'avvocato Vincenzo Del Prete. Infine è stata disposta la ritrasmissione degli atti al pm, poiché proceda ad ulteriori indagini nei confronti della moglie dell'imputato e di un altro figlio, accusati di falsa testimonianza. L.R.S. ė  assistito dall'avvocato Luigi Pennetta.
 
In precedenza, il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci aveva invocato per una condanna ad 1 anno e 8 mesi. Secondo quanto sostenuto dalla pubblica accusa, il suocero di una 28enne di Taurisano, mentre l'accompagnava in ospedale dove era ricoverato il marito, avrebbe iniziato a molestarla. L'uomo, seduto sul lato passeggero, avrebbe iniziato a farle dei complimenti per poi allungare le "mani" e palpeggiarla al seno ed in mezzo alle gambe. A quel punto, la nuora avrebbe cominciato ad urlare, cercando di divincolarsi dalla presa. 
 
L.R.S. nonostante la ferma opposizione della donna, avrebbe perseverato nella condotta dicendole "come mai non ti piace?".  Arrivata in ospedale, raccontò ogni cosa al marito, chiedendo di non tornare in macchina con il padre. L'episodio si sarebbe verificato il 17 marzo di tre anni fa e pochi mesi dopo, la donna presentò la querela.
  
Sia la vittima che il presunto molestatore sono stati ascoltati in aula durante il processo. La donna avrebbe confermato tutte le accuse nei confronti di L.R.S. Anche il periodo burrascoso trascorso con suo marito. La donna avrebbe però cercato di ricucire il rapporto con l'uomo da cui aveva avuto dei bambini, per provare a tenere unita la famiglia. L'imputato ha invece sostenuto di non averla mai molestata. Si sarebbe limitato a darle una "pacca", come gesto di felicità per essere tornata assieme al figlio, dopo un periodo di crisi.

Ultima modifica: 1 agosto 2017 18:29

In questo articolo