‘Mai ricevuto indebitamente denaro dalla Gualtieri’, Pasquale Gorgoni ascoltato dai pm nell’Inchiesta Antiracket

Assistito dal proprio legale, ha chiarito il suo ruolo nella controversa vicenda del presunto utilizzo indebito dei fondi pubblici destinati alla sede dell'Antiracket Salento, in cui risultano indagati amministratori, oltre che privati imprenditori ed avvocati.



Quattro ore di faccia a faccia con i pubblici ministeri per chiarire la propria posizione nell' "affaire antiracket". Pasquale Gorgoni è stato interrogato, a partire da questa mattina, nel carcere di Borgo San Nicola dai pubblici ministeri Roberta Licci e Massimiliano Carducci.

Il 62enne funzionario dell'Ufficio Patrimonio del Comune, intorno alle 11.00, ha raggiunto Lecce a bordo di un'ambulanza. Infatti, occorre ricordare, che è stato trasferito lo scorso 17 agosto, presso il Centro diagnostico e terapeutico (Cdt) della casa circondariale di Bari, per essere sottoposto ad alcuni accertamenti cardiologici.

Dopo aver ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, Gorgoni ha chiesto di essere ascoltato dagli inquirenti. Assistito dal proprio legale Amilcare Tana, ha chiarito il proprio ruolo nella controversa vicenda del presunto utilizzo indebito dei fondi pubblici destinati alla sede dell'Antiracket Salento, in cui risultano indagati  amministratori, oltre che privati imprenditori ed avvocati.

In particolare, Gorgoni ha dato la propria versione dei fatti sull'affidamento dei lavori di ristrutturazione  dell'associazione Antiracket, da parte del Comune di Lecce, alla ditta "Saracino Costruzioni". L'uomo ha affermato che per conto dell'amministrazione comunale ha cercato di porre rimedio ad un errore iniziale. Infatti, doveva essere il Ministero e non il Comune a pagare la ditta e la spesa relativa a tali lavori non poteva transitare nel bilancio dell'amministrazione.
 
Afferma il gip Giovanni Gallo nell'ordinanza di applicazione della misura cautelare, che Pasquale Gorgoni, assieme a Giuseppe Naccarelli, Attilio Monosi, Salvatore Laudisa e Paolo Rollo "si appropriavano, destinandola ad esclusivo beneficio della Saracino Costruzioni e così sottraendola al patrimonio pubblico, della somma di 130.410 euro, accreditata in data 21 agosto scorso del 2013 sul conto corrente di Giancarlo Saracino". Si fa riferimento alle opere infrastrutturali effettuate tra febbraio e marzo del 2013 presso lo sportello Antiracket di Lecce. Il progetto venne approvato in attuazione di una convenzione sottoscritta con l'Ufficio Straordinario del Governo per le iniziative Antiracket  ( grazie ad un finanziamento con i fondi PON ) .
 
Nel corso del lungo interrogatorio odierno, Gorgoni ha anche chiarito i rapporti con Maria Antonietta Gualtieri, Presidente dell'Associazione Antiracket Salento che, assieme ad altri indagati, avrebbe lucrato sui fondi erogati dal Ministero e derivanti dal Pon "Contrastare il racket e l'usura".

Il funzionario dell'ufficio Patrimonio del Comune ha riferito agli inquirenti di avere avuto con lei un rapporto conflittuale. La donna, secondo quanto affermato da Gorgoni, si vantava delle sue conoscenze altolocate ed era un'accentratrice. Ad ogni modo Gorgoni ha negato categoricamente di avere ricevuto  indebitamente denaro da lei .
 
Intanto, l'avvocato Tana ha già depositato circa un mese fa, il ricorso in Cassazione avverso la decisione del Riesame che ha rigettato l'istanza di scarcerazione della difesa. Gorgoni risponde dei reati di peculato, truffa aggravata, corruzione e falso. 

Ultima modifica: 15 settembre 2017 17:42

In questo articolo