Fuma una sigaretta prima del colpo al supermercato, il mozzicone e l’auto incastrano il rapinatore

Le immagini delle telecamere di video-sorveglianza e gli indizi raccolti durante le indagini hanno permesso agli investigatori di chiudere il cerchio, individuando l'autore della rapina al Supermercato A&O.



Si era presentato all’interno del supermercato A&O di via Giovanni De Rosis impugnando una pistola. Con l’arma aveva minacciato e costretto un dipendente a consegnargli il denaro contenuto all’interno del registratore di cassa. Infine, con il bottino in mano di circa 800 euro, era scappato per le stradine del rione casermette, facendo perdere le sue tracce. Era il 21 gennaio 2017. Quasi un anno dopo, l’autore di quell’assalto è stato individuato e arrestato dalla Polizia.

Gli agenti della sezione antirapina della squadra mobile, infatti, hanno bussato alla porta dell’abitazione di Leone Maurizio, 41enne originario di Veglie, stringendo un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, D’ambrosio su richiesta del Pubblico Ministero, Paola Guglielmi. L’accusa da cui ora dovrà difendersi è di rapina aggravata.

Le indagini, serrate e puntuali

La caccia all’uomo era iniziata subito subito dopo il colpo, consumato quando il supermercato era affollato di clienti, terrorizzati per l’accaduto. E la celerità nell’avviare le indagini ha consentito agli investigatori di stringere il cerchio una volta “trovati” tutti i pezzi mancanti del puzzle.

Tanti gli inizi a carico del 41enne, incastrato sia grazie alle numerose telecamere di videosorveglianza installate sulla zona, che hanno “immortalato” l’azione, sia grazie al riscontro scientifico ottenuto durante il sopralluogo effettuato dalla polizia scientifica, su indicazioni del personale della squadra mobile. Ore e ore di registrazione che hanno permesso di scoprire tutti i suoi “errori”. A tradire il rapinatore è stato un mozzicone di sigaretta, ritrovato a pochi passi dall’esercizio commerciale. Probabilmente lo aveva lasciato cadere prima dell’assalto, mentre aspettava il momento di entrare in azione.

Dal reperto è stato isolato il profilo genetico, una impronta biologica compatibile con quella di Leone. Non solo, durante la ricostruzione del tragitto effettuato dal malvivente durante la fuga, è stata ritrovata l’auto con cui aveva raggiunto il supermercato, una Renault Clio bianca.  La macchina era stata parcheggiata in una strada vicina e da lì il 41enne aveva raggiunto a piedi il supermercato preso di mira.

I servizi di osservazione e pedinamento elettronico hanno permesso di accertare, senza ombra di dubbio, che la vettura era utilizzata da Leone, costantemente.

Il Dna

Insomma, la puntuale ricostruzione del fatto documentata, passo dopo passo, dai filmati analizzati e i numerosi “indizi” emersi durante le indagini,  primo fra tutti il riscontro scientifico, che ha evidenziato l’assoluta compatibilità del profilo di Dna ottenuto sul mozzicone di sigaretta sequestrato con il Dna estrapolato dal tampone salivare, hanno consentito di costruire un quadro probatorio talmente stringente da indurre l’Autorità Giudiziaria a richiedere ed ottenere l’ordinanza di custodia cautelare.

Ultima modifica: 13 gennaio 2018 12:33

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