Metodi educativi violenti? Assolta maestra di scuola elementare

Il giudice monocratico ha ritenuto S.A.,62enne, in servizio presso una scuola elementare dell'hinterland di Lecce, non colpevole del reato di abuso dei mezzi di correzione. Le indagini presero il via dalle denunce presentate dai genitori di alcuni alunni.


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Assolta la maestra leccese, accusata di abusi e maltrattamenti ai danni di piccoli scolari.

Il giudice monocratico Sergio Tosi ha ritenuto S.A. ,62enne, in servizio presso una scuola elementare dell’hinterland di Lecce, non colpevole del reato di abuso dei mezzi di correzione, “perché il fatto non sussiste”. In precedenza, il vpo d’udienza ha invocato una lieve condanna.

Le indagini

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Stefania Mininni, presero il via dalle denunce presentate dai genitori di alcuni alunni. Nel corso dell’incidente probatorio dell’ottobre di quattro anni fa, davanti al giudice delle indagini preliminari Antonia Martalò, vennero raccolte le testimonianze delle piccole presunte vittime, alunni, tra i 9 e i 10 anni.

I fatti contestati si sarebbero verificati tra il 2011 e il 2012.

Secondo l’accusa, l’insegnante avrebbe utilizzato metodi educativi un potroppo violenti; urla e insulti continui del tipo: “maleducato, ciccione e bastardo”. In un’occasione, nonostante il caldo torrido e la temperatura a quasi 40 gradi, la maestra avrebbe costretto i bambini a restare in classe, con le finestre sigillate. In altre circostanze, avrebbe impedito agli scolari di andare in bagno o “sequestrato” le  merendine nel caso in cui non avessero finito i compiti.

I Legali

La maestra era assistita dagli avvocati Stefano Prontera ed Andrea Starace. Alcuni genitori, invece, si erano costituiti parte civile con i legali Giampiero Tramacere e Laura Serafino.

Ultima modifica: 13 gennaio 2018 15:17

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