“Pedinato” per una rapina, lo fermano prima che ne metta a segno un’altra. Arrestato 33enne. Il complice era già in carcere

I carabinieri della Stazione di Alessano hanno fermato un 33enne, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per una rapina, prima che potesse mettere a segno l’ennesimo colpo. Il complice era già in carcere.



Lo hanno pedinato a lungo, “spiato” da lontano, ma quando i carabinieri della Stazione di Alessano si sono palesati per Francesco Torsello, 33enne di Alessano sono cominciati i guai. Gli uomini in divisa lo hanno fermato giusto in tempo: armato di una pistola ad aria compressa stava per mettere a segno l’ennesimo colpo. Tra l’altro, in mano stringevano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per un’altra rapina, commessa il 2 gennaio scorso.

Al complice, Orazio Rocco Valente, 52enne di Ugento, invece, il provvedimento è stato notificato a Borgo San Nicola, dove si trova rinchiuso dopo l’operazione Lybra [quella dove i malviventi passavano a chiedere informazioni negli esercizi commerciali presi di mira fingendosi clienti e poi tornavano per il colpo vero e proprio, utilizzando per gli spostamenti una Lancia “Lybra” con un fanale rotto che, alla fine, si è rivelata una prova determinante pe rincastrarli].

Le accuse

I due sono ritenuti responsabili di rapina in concorso, detenzione e porto illegale di armi e illecito utilizzo di un Bancoposta, sottratto alla vittima, con cui hanno prelevato 600 euro in contanti da uno sportello di Tricase.

Tanti gli elementi di ‘colpevolezza’ raccolti durante le indagini, tra cui i filmati di alcune telecamere di videosorveglianza istallate in punti strategici, analizzati nel dettaglio per scoprire indizi utili a risalire alla loro identità.

Non solo, Torsello è stato anche deferito in stato di libertà perché durante la perquisizione personale è stato trovato in possesso di una pistola ad aria compressa, priva di matricola e un passamontagna di colore grigio. Inutile specificare a cosa servivano: il 33enne aveva preso di mira un supermercato di Alessano che aveva intenzione di ‘ripulire’ se non fosse stato fermato.

Una volta concluse le formalità di rito, per Torsello si sono aperte le porte della casa circondariale Lecce, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, informata dei fatti.

La rapina che li ha incriminati

Il piano messo a segno quella sera di inizio gennaio era orchestrano nei dettagli. Con uno scooter ‘parteggiato’ di traverso sulla carreggiata erano riusciti a bloccare la strada ad una Lancia Y, condotta da una 61enne, titolare di una tabaccheria di Alessano. A bordo c’era anche il marito e la mamma della donna.

Quando la macchina si è fermata, lungo la strada comunale che conduce a Presicce si sono presentati con il volto coperto da un passamontagna per non essere riconosciuti e, minacciando i malcapitati con una pistola, sono riusciti ad impossessarsi di una borsa contenente circa 5mila euro in contanti. Bottino in mano, sono fuggiti in sella allo scooter utilizzato come ‘disturbo’ facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini sono state serrate e alla fine – come detto – i carabinieri della stazione di Alessano hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Tribunale di Lecce su richiesta della Procura della Repubblica che ha condiviso in toto le risultanze investigativa.

Ultima modifica: 13 febbraio 2018 17:46

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