E adesso riposa in pace piccola Noemi. Dopo Sonia, Specchia piange un’altra vittima di un amore malato e chiede giustizia

Dopo Sonia Marra, la comunità di Specchia piange la scomparsa di Noemi Durini, giovane vittima di un amore 'malato'. Oggi è venuta a galla la verità dopo giorni di angoscia e di speranza: ad uccidere Noemi il giovane fidanzato diciassettenne.


Ci sono domande alle quali non si può dare risposta. Il perché una giovane vita possa essere spezzata con la facilità con cui si recide un fiore mentre si passeggia nelle campagne settembrine, resta un mistero per tutti. In questi giorni, non solo Specchia, non solo il Salento ma l'Italia intera hanno sperato che Noemi si fosse solo allontanata dalla sua casa, per un capriccio adolescenziale. Ma come tutti, anche noi, con il passare delle ore abbiamo poi temuto il peggio.

E il peggio si è materializzato in quella conferenza stampa convocata a Lecce in Prefettura, quando insieme alla mamma, al papà e alla sorella di Noemi si volevano rendere note tutte le attività di ricerca. Il Prefetto ha dovuto prendere la parola e con voce commossa ha dovuto comunicare a tutti che le indagini avevano preso una china irreversibile, il corpo di Noemi era stato trovato nelle campagne di Castrignano del Capo in Zona San Giuseppe. Il fidanzato, che in mattinata era stato iscritto nel registro degli indagati, aveva confessato tutto.

Nei giorni precedenti ci aveva allarmati un post di Noemi sul suo profilo Facebook. “Non è amore se ti picchia…”. Verissimo, piccola e dolce Noemi. Non era amore, ma tu ci avevi creduto.

Così come tanti anni fa ci aveva forse creduto Sonia Marra, l’universitaria di Specchia, il tuo stesso paese. Di lei, a Perugia, la cittadina dove studiava Medicina si persero le tracce. Sonia da quasi undici anni è sparita in un nulla fatto di crudele angoscia e spietato dolore. In questa vicenda, accusato per omicidio e occultamento di cadavere, il fidanzato della povera Sonia che nel suo Salento non ha più fatto ritorno.

E oggi Specchia, uno dei borghi più belli del Salento, si ritrova incredula a piangere un’altra vittima. Non di un incidente, non di una fatalità, ma di un amore malato. Già. Perché, così come probabilmente fu per Sonia, anche per te, piccola stella, è stata la mano di quell’uomo che amavi, a cancellare i tuoi sogni di ragazza, spezzando la tua giovanissima vita.

Come genitori, ci sentiamo impotenti. Del resto, come si protegge una figlia da un amore squilibrato? La tua storia ha fatto riemergere quelle paure che nascondiamo abilmente con il nostro correre quotidiano e che sono tornate a tormentarci insieme alla notizia della tua morte, dolce Noemi.

Succederà ancora? E a chi? E soprattutto perché? Le notizie di vittime di amori malati sono all’ordine del giorno così come i dibattiti, le conferenze e le trasmissioni televisive che gridano un no indignato contro la violenza sulle donne. Ma forse il problema è culturale. Forse è il rispetto dell’altro che va insegnato ai nostri bambini affinché sappiano da adulti gestire le proprie emozioni.

Quanta sofferenza lasciano dietro di sé queste storie. E quanta ne lascia la tua morte. Nella famiglia che non si potrà mai rassegnare alla tua perdita, nei tuoi compagni di scuola, nei tuoi amici con cui condividevi piccoli e grandi momenti, nella comunità di Specchia che ti ha vista crescere e diventare donna ed in ognuno di noi che non può e non vuole rinunciare a credere in mondo migliore senza rabbia, senza odio e senza violenza. Quella violenza che ti ha strappata via alla vita, in un giorno buio di settembre.

Ultima modifica: 15 settembre 2017 18:03

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