Medico accusato ingiustamente: figlio di un paziente condannato a 2 anni e 2 mesi

Assolti il fratello e la sorella di quest'ultimo, per le medesime ipotesi di reato, e lo stesso medico che rispondeva di trattamento illecito di dati personali.


Tribunale

Accusò ingiustamente un medico, di non aver assistito degnamente il padre malato.
Il giudice monocratico Marcello Rizzo ha condannato per calunnia e diffamazione, un 60enne di Salice Salentino, alla pena di 2 anni e 2 mesi. Invece, sono stati assolti, il fratello e la sorella di quest’ultimo, per le stesse ipotesi di reato. Sul banco degli imputati era finito anche il “camice bianco”, all’epoca dei fatti, Dirigente Medico del Reparto di Geriatria dell’Ospedale di Copertino. Rispondeva di trattamento illecito di dati personali. Anche’egli è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.

In precedenza, il Vice Procuratore Onorario Maria Ligorio ha invocato la condanna a 3 mesi per ciascun imputato.

I fatti risalgono al mese di gennaio del 2012.
Secondo l’accusa, A.I. assieme ai due fratelli, avrebbe mediante una missiva indirizzata a vari organi medici ( Asl Lecce, Presidio di Copertino ecc), segnalato una serie di presunte condotte deontologicamente scorrette, del medico. Al “camice bianco” veniva addebitato di non aver fatto adeguate visite al padre defunto, per accertarsi del suo stato di salute. Inoltre, di aver usato il “turpiloquio”, rivolgendosi sia al paziente che ai parenti. I familiari chiedevano dunque l’adozione di provvedimenti disciplinari.
Il medico, ritenendo di aver operato sempre correttamente, decise allora di denunciarli per calunnia e diffamazione.

Come detto, però, anche il dottore finì sotto processo. Infatti, i familiari del paziente lo denunciarono a loro volta. Essi ritenevano che egli avesse utilizzato indebitamente la cartella clinica del padre per allegarla all’atto di querela nei loro confronti.

Il medico è assistito dall’avvocato Giuseppe Romano.

I tre familiari del paziente defunto sono difesi dagli avvocati Cristiano Solinas, Giovanni Gabellone e Americo Barba.

Ultima modifica: 13 febbraio 2018 20:29

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