‘Non ho detto nulla alla mamma delle violenze di papà, per evitarle un dolore’, la 13enne conferma le accuse

La ragazza è stata ascoltata nell’ambito dell’incidente probatorio per circa due ore, innanzi al gip ed alla presenza del pubblico ministero. La 13enne ha affermato di non aver mai raccontato alla madre ciò che accadeva con il padre.

Continuano a tutto campo le indagini della Procura sui presunti abusi sessuali di un padre di Alezio sulla figlia 13enne. Nella mattinata di ieri, la ragazza è stata ascoltata nell'ambito dell'incidente probatorio per circa due ore, innanzi al gip Antonia Martalò alla presenza del pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. La giovane ha confermato le accuse verso il padre, ribadendo di essere stata vittima di abusi.
  
La 13enne ha affermato anche di non aver mai raccontato alla madre ciò che accadeva con il padre durante la sua assenza, per non procurarle dolore. L'ascolto è avvenuto presso il Tribunale dei Minorenni, alla presenza di una psicologa.
  
Intanto, la madre è stata sentita nei giorni scorsi dagli uomini della Polizia Giudiziaria di Lecce su delega del pubblico ministero. La donna, occorre precisare, non è indagata ma è stata sottoposta ad interrogatorio, come "persona informata dei fatti" con la formula del sit (sommarie informazioni testimoniali). Gli inquirenti, dunque, vogliono chiarire anche la posizione della madre nella vicenda. La donna non si è mai accorta di ciò che accadeva in quella casa tra il marito e la figlia, mentre era assente? Nessun sospetto nel corso di quei lunghi cinque anni? Sono solo alcuni interrogativi a cui gli investigatori  daranno una risposta nel proseguo delle indagini.
  
Il padre della ragazza, assistito dall'avvocato Giampiero Tramacere, durante l'interrogatorio di garanzia, ha  scelto la via del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
  
L'uomo risponde dei reati di tentata prostituzione minorile, violenza sessuale continuata e aggravata.  Il genitore è accusato di avere abusato per ben cinque anni (a partire dal 2012) della figlia minorenne. Nel caso di un suo rifiuto, l'avrebbe ricattata impedendole di uscire e frequentare le amiche; addirittura minacciandola di morte o di percosse. Non solo, poiché le avrebbe chiesto di praticare con lui rapporti sessuali di varia natura offrendole in cambio somme di denaro.
  
La ragazza dopo un lungo silenzio si sarebbe confidata con il fidanzato e con un'amica. Ad ogni modo, trovò il coraggio di denunciare il padre. Inoltre, avrebbe riferito l'intenzione di suicidarsi e di aver messo in atto gesti autolesionisti (tagli sulle braccia e le gambe). Per dar sfogo alla terribile condizione avrebbe poi annotato i propri disagi e stati d'animo sul telefonino, creando una sorta di diario. Infine, avrebbe registrato gli incontri con il padre e le squallide richieste. La ragazza adesso 17enne, si trova in una struttura protetta ed è seguita dai servizi sociali.



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