Omicidio Massimo Bianco: la condanna a 18 anni per Antonio Gabrieli diventa definitiva

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa e la sentenza è ora irrevocabile. L'imprenditore Massimo Bianco fu brutalmente ucciso nelle campagne di Martano a giugno del 2012.



Diventa definitiva la condanna a 18 anni di reclusione inflitta ad Antonio Gabrieli per l’omicidio dell’imprenditore Massimo Bianco. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa e la sentenza è ora irrevocabile. Il 55enne di Martano è difeso dall’avvocato Alessandro Stomeo.

La Corte di assise d’Appello aveva inflitto 18 anni di reclusione nei confronti di Antonio Gabrieli, concedendogli uno sconto di pena, poiché gli erano state concesse le attenuanti generiche equivalenti alla recidiva. Il suo difensore ne ha chiesto l’assoluzione ritenendo valido il solo favoreggiamento.

La Corte ha, pero, confermato per Gabrieli il concorso pieno nell’omicidio e la condanna al risarcimento delle parti civili. I parenti della vittima sono difesi dagli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti e Cosimo Rampino.

Ricordiamo che il giudice Giovanni Gallo, nel processo celebrato con rito abbreviato, ha condannato Gabrieli a 30 anni di reclusione. Già il Gup, dunque, lo aveva ritenuto responsabile dell’omicidio di Bianco, in concorso con Antonio Zacheo, 29enne condannato a 30 anni di reclusione. Il procuratore aggiunto Antonio De Donno aveva invocato per Gabrieli 20 anni di carcere con l’accusa di omicidio volontario avvenuto per futili motivi, consistenti in “banali contrasti di natura personale ed economica”, con l’aggravante della premeditazione ed occultamento di cadavere.

Fu, quindi, esclusa l’ipotesi dell’omicidio di mafia come fecero inizialmente pensare, nell’ambito delle indagini preliminari, le feroci modalità di esecuzione ed i precedenti penali della vittima.

L’omicidio

L’imprenditore Massimo Bianco, 55 anni di Martano fu brutalmente ucciso nelle campagne di Martano a giugno del 2012. Gabrieli aveva, invece, sempre affermato di aver dato un passaggio a Zacheo sul luogo in cui poi avvenne l’omicidio senza però conoscere le sue intenzioni criminose e sapere che avesse portato con sé una tanica colma di benzina. Si scoprì poco dopo a cosa gli era servita…

Ultima modifica: 12 ottobre 2017 20:22

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