Omicidio Noemi: nelle prossime ore inizieranno gli accertamenti su telefonini e tracce di Dna

Il pm della Procura dei Minorenni ha fissato due importati accertamenti tecnici. Venerdì prossimo verrà conferito incarico al consulente tecnico per "scremare" il materiale informatico e ad uno specialista per le analisi di tipo biologico, genetico e molecolare.



Nuova accelerata alle indagini nell’inchiesta sull’omicidio di Noemi Durini.

Il pm Anna Carbonara della Procura dei Minorenni di Lecce ha fissato due importati accertamenti tecnici “non ripetibili”. Venerdì prossimo, difatti, verrà conferito incarico all’ingegnere Claudio Leone per “scremare” il materiale informatico sequestrato negli scorsi mesi. Il perito procederà all’analisi del telefonino di Lucio e delle “persone informate sui fatti”, ascoltate nel corso delle indagini.

Sempre il 16 febbraio, il pm nominerà ufficialmente il dr. Vincenzo Verdoliva per accertamenti di tipo biologico, genetico e molecolare, al fine di rilevare eventuali tracce di Dna sui reperti e sul materiale oggetto di sequestro; quelli rinvenuti all’interno dell’auto; presso l’abitazione dell’indagato; sul luogo di ritrovamento del cadavere di Noemi Durini e in sede di esame autoptico. Successivamente, il consulente dovrà provvedere alla comparazione con i profili genetici di Lucio e di Noemi.

Anche i legali dell’indagato e delle persone offese potranno, nel frattempo, nominare un proprio consulente di “parte”, in quella data. L.M. è assistito dagli avvocati Luigi Rella e Paolo Pepe.

Nelle scorse ore, invece, si è tenuto l’incidente probatorio. I legali dell’indagato hanno ribadito le proprie perplessità sugli esiti della perizia psichiatrica da cui emergerebbe la capacità di intendere e di volere, ma anche di stare in giudizio dell’omicida reo confesso.

I periti di “parte”, invece, si sono associati alle conclusioni del perito nominato dal gip.

La madre e la sorella di Noemi sono assistiti dagli avvocati Mario Blandolino e Giulia Bongiorno. Invece, l’avvocato Francesco Zacheo difende il papà della studentessa di Specchia.

L.M. era presente ed ha assistito in silenzio al “contraddittorio tra le parti”, senza rilasciare alcun tipo di dichiarazione. Dai primi di novembre è detenuto presso il carcere minorile di Quartucciu. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione, per motivi abietti e futili e di aver agito con crudeltà, per l’omicidio di Noemi Durini, avvenuto presumibilmente all’alba di domenica 3 settembre, giorno della scomparsa della ragazza da Specchia.

Il padre Biagio, invece, è indagato per occultamento di cadavere in concorso con il figlio. Al momento si tratta di un atto dovuto per poter procedere agli accertamenti investigativi. È difeso dai legali Luigi Piccinni e Stefano De Francesco.

Riguardo l’esito finale dell’autopsia, invece, il medico legale Roberto Vaglio ha chiesto una proroga e dovrebbe essere depositata nei prossimi giorni.

Le indagini

La confessione di L.M., lascia ancora aperti numerosi interrogativi: il giovane ha raccontato di aver ucciso Noemi con una coltellata al collo, disegnando su un foglio un’arma che non è stata mai ritrovata.

Intanto, nelle settimane scorse, è “spuntato” un nuovo indagato. Il pubblico ministero Donatina Buffelli della Procura Ordinaria, titolare dell’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, il 49enne di Patù Fausto Nicolì con l’accusa di omicidio volontario. Risponde anche dell’ipotesi di reato di prostituzione minorile. La Procura ha disposto alcuni accertamenti sul meccanico, tirato in ballo da Lucio attraverso due lettere scritte dal carcere minorile di Quartucciu.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno effettuato una perquisizione in casa di Nicolì, acquisendo telefonino, computer, pen drive e altri supporti. Nicolì, assistito dall’avvocato Luca Puce, è stato anche ascoltato dagli inquirenti in Procura, negando fermamente ogni addebito.

Ultima modifica: 13 febbraio 2018 11:14

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