Operazione antidroga “Tajine”: i quattro in carcere fanno scena muta

Il blitz si è concluso con l’esecuzione di 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 25 indagati. Lunedì si terrà invece, l'interrogatorio di garanzia del militare dell'esercito Francesco Vantaggiato, e di altri due indagati ristretti ai domiciliari.


Tribunale penale Lecce

Fanno “scena muta” i quattro indagati arrestati e condotti nel carcere di Lecce, nell’ambito dell’operazione “Tajine”. Innanzi al gip Antonia Martalò per l’interrogatorio di garanzia, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: Antonio Cosimo Drazza, 36enne originario della Germania considerato una delle ‘menti’ del gruppo; Giovanni De Mitri, 67enne di Lecce; Abderrazak Hachouch, 49enne marocchino conosciuto da tutti come “Antonio”; Cosimo Albanese, 65enne di Veglie. Sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Francesca Conte, Francesco Fasano, Giancarlo Dei Lazzaretti, Nicola Caroli.

Invece, Giacomo Mastrapasqua, 43enne di Bisceglie sarà ascoltato per rogatoria, dalla “casa circondariale” in cui è detenuto. Risulta irreperibile, almeno per il momento, Aziz Hamdi, 39enne.
Lunedì si terranno invece, gli interrogatori di Salvatore Cagnazzo, 44enne di Leverano e per rogatoria: del militare dell’esercito Francesco Vantaggiato, 31enne di Nardò, (difeso dall’avvocato Carlo Gervasi) e di Abdelkhalek Antra, chiamato da tutti “Hmida”, 44enne marocchino. I tre sono ristretti ai domiciliari.

È stato scelto il nome di un tipico piatto marocchino, «Tajine», per denominare l’operazione che ha permesso di sgominare un’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un’organizzazione italo-marocchina che ha legato con un filo rosso il Marocco, la Calabria e il Salento, ultima tappa del viaggio della droga. Ne arrivava a fiumi per rifocillare le piazze dello spaccio locale: cocaina, hashish, ma anche marijuana. Il blitz, condotto dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Lecce, si è concluso con l’esecuzione di 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 25 indagati.

Le accuse

I reati contestati, in concorso tra loro, a vario titolo ed in diversa misura, sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi.

Le indagini

“Dai pesci piccoli si è arrivati al vertice”. Questo è accaduto durante le indagini della Squadra Mobile che hanno consentito di scoprire come era strutturata l’organizzazione. Ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti giungevano nel Salento. L’hashish, grazie all’intermediazione fornita da Hachouch, arrivava dal Marocco, passando dalla Spagna. La cocaina, invece, seguiva un’altra strada tutta italiana, grazie ad alcuni contatti che Drazza intratteneva con soggetti di origine calabrese.

Durante il blitz, scattato questa mattina, sono stati sequestrati 2 chili di cocaina, 20 di hashish, 2 di marijuana e diverse armi: una carabina, un revolver, una pistola semiautomatica, un silenziatore, un fucile calibro 12 a canne mozze, 200 proiettili di vario calibro e 2 detonatori.

Alle fasi operative delle esecuzioni delle ordinanze cautelari svoltesi in nottata, hanno concorso numerose pattuglie del locale Reparto Prevenzione Crimine, unità cinofile e personale delle Squadre Mobili di Bari, Brindisi e Novara.

Ultima modifica: 16 dicembre 2017 9:15