Presunti abusi edilizi al Samsara Beach, la smentita della proprietà “sempre rispettato le regole”

Smentisce categoricamente la notizia dell'esistenza di indagini in merito a presunti abusi edilizi la proprietà del Samsara Beach di Gallipoli: "sempre rispettato le regole"



Non c’è pace per il Samsara Beach, il lido cult nella «capitale del divertimento» che con i suoi party in riva al mare ha fatto ballare migliaia di giovani salentini e turisti. Prima la notizia, smentita dal primo cittadino di Gallipoli Stefano Minerva, che lo stabilimento sarebbe stato chiuso prima della fine di agosto, poi l’indiscrezione di un’indagine sui presunti abusi edilizi che hanno spinto la proprietà a chiarire la vicenda con un comunicato stampa ufficiale.

«Apprendiamo dalla stampa locale della esistenza di indagini in merito a presunti abusi edilizi riferiti al Samsara. Sul punto – si legge – è doveroso riferire che in tutti gli anni in cui il Samsara ha operato è stato oggetto di numerosi controlli da parte di Capitaneria di porto ed altre amministrazioni a ciò deputate. Tali accertamenti hanno sempre ribadito la regolarità degli interventi edili posti in essere sull’area demaniale in concessione».

Insomma, non si era ancora spenta l’eco del quid-pro-quo causato dall’ordinanza con cui si chiedeva alla società titolare della concessione demaniale di sgomberare la spiaggia entro venti giorni e ripristinare lo stato dei luoghi che una nuova “bomba” rischiava di dare il colpo di grazia alla tormentata estate di Gallipoli, finita sulle prime pagine dei giornali nazionali come esempio di fallimento, pressappocaggine e improvvisazione.

«Anche successivamente a quello che potremo definire il “caso Samsara” – continuano – il lido è stato oggetto di accurate, approfondite e minuziose ed a volte estenuanti ispezioni, senza che ad oggi nulla ci sia stato contestato. Noi proprietari del Samsara abbiamo sempre avuto e dimostrato il massimo rispetto e fiducia delle Istituzioni e delle disposizioni normative ed al vaglio preventivo di queste ci siamo sempre sottoposti per qualsiasi tipo di intervento si andasse ad operare».

​Si dicono tranquilli e sereni, quindi «sicuri di aver agito sempre nella convinzione di aver rispettato le regole, aver rispettato la legge e non aver mai intrapreso alcuna iniziativa senza aver prima avuto le necessarie autorizzazioni».

«Confidiamo – concludono – che questa lunga e sfiancante vicenda si concluda nel modo migliore e venga fatta definitiva e totale chiarezza».

Ultima modifica: 11 agosto 2018 12:37

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