Roberto Straccia. Si attende l'autopsia

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Il ritrovamento di un cadavere sul lungomare di Bari con addosso gli stessi indumenti indossati da Roberto Straccia il giorno della scomparsa non lascia spazio a dubbi. Ma la veritÓ Ŕ ancora tutta da scrivere


Roberto Straccia
Roberto Straccia

Dalla Puglia. Un pantaloncino rosso con strisce laterali bianche, la giacca impermeabile tipo k-way azzurra, i calzettoni neri e le scarpe da ginnastica ancora bene allacciate, un mazzo di chiavi di casa e un i-pod. Gli indumenti e gli oggetti che il mare ha restituito sabato mattina non lasciano spazio a dubbi.
  
Troppe coincidente per non pensare che il corpo irriconoscibile sia proprio quello di Roberto Straccia, il ragazzo 24 enne scomparso in circostanze misteriose lo scorso 14 dicembre. Il castello di speranze dei familiari e degli amici è franato al suolo in un secondo, nonostante manchi ancora la certezza scientifica che solo i risultati dell’autopsia e del test del Dna potranno dare.
  
La verità su cosa sia successo veramente è ancora tutta da scrivere.
Malore? Omicidio? Suicidio? Sono queste le ipotesi che si fanno strada mentre si cerca di dare un senso a quanto accaduto. Certo è che pesano come macigni alcuni episodi nella vita dello studente marchigiano sul quale sono ora concentrate le attenzioni degli investigatori. Come quello avvenuto nel 2004 quando il ragazzo venne ricoverato per un avvelenamento dopo che aver bevuto una bibita e archiviato ufficialmente come episodio di autolesionismo.
 

Ma se Roberto aveva deciso di compiere un gesto estremo, perché andare a correre, perché chiedere la tesi o preparare la festa per il suo compleanno il 28 dicembre? Il 24enne, quel giorno, si era comportato come sempre, si era messo in contatto con gli amici tramite Facebook e poi era uscito. Resta in piedi anche la possibilità che la caduta dal molo sia stata accidentale, magari la conseguenza di un malore improvviso, che nessun esame autoptico però potrà chiarire.
 
Intanto un coro unanime si leva da amici e parenti, chiusi el loro dolore “Roberto non si è suicidato”. 
 
Le inchieste sulla morte di Straccia sono due: a Pescara il pm Giuseppe Bellelli aveva aperto un fascicolo già il mese scorso, ipotizzando il «sequestro di persona». Poi, il collega di Bari, Baldo Pisani, ne ha aperto un altro per «istigazione al suicidio». Atto dovuto, dicono in procura, per avviare l' iter degli esami.

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