Sacra Corona Unita. 49 arresti nella notte

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24/01/2012 | 08:07

Lecce. È stato inferto un altro colpo alla Sacra Corona Unita. La squadra mobile della Questura di Lecce ha concluso l’”operazione Cinemastore” con l’arresto di 49 soggetti. Sfuggiti alla cattura i capi dell’associazione criminale

L'operazione, denominata Cinemastore, è scattata dopo un attentato ad una videoteca di Lecce, si è conclusa dopo tre anni di indagini caratterizzate da intercettazioni telefoniche ed ambientali, captate anche dai colloqui avvenuti in carcere, in occasione dell’omicidio di Antonio Giannone, risalente allo scorso aprile 2009, ucciso con due colpi alla testa da Gianpaolo Monaco, elemento vicino al clan Cerfeda, evaso dal proprio domicilio di Torino. Con servizi di osservazione, pedinamento e controllo degli indagati e con l’utilizzo delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, sono stati acquisiti gravi elementi indiziari circa l’esistenza di una organizzazione criminale nel territorio leccese legata alla Sacra Corona Unita che ha operato anche attraverso saldi collegamenti con elementi di spicco della criminalità organizzata brindisina. Questa mattina, la Squadra Mobile della Questura di Lecce, ha eseguito così, 49 arresti, dei quali 41 in carcere e 8 ai domiciliari, di altrettanti affiliati all’organizzazione criminale facente capo a Pasquale Briganti, 43enne ed ai fratelli Giuseppe Nisi, 52enne e Roberto Nisi, 55enne indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso. Ai tre che si sono sottratti alla cattura un altro soggetto, Teodoro De Nuccio. L’indagine ha permesso di accertare l’appartenenza degli affiliati alla Scu, all’interno della quale il Briganti assumeva sul territorio di Lecce e dintorni il ruolo di responsabile dell’organizzazione mafiosa cui gli affiliati si rivolgevano per risolvere alcune controversie sorte all’interno dell’associazione stessa e per garantire il rispetto delle regole imposte dall’affiliazione, mentre i fratelli Nisi assumevano, sempre per Lecce, il controllo delle attività illecite quali il traffico di stupefacenti, la riscossione forzata dei crediti, la gestione del gioco d’azzardo, le estorsioni e la riscossione del cosiddetto “punto”, ossia la tangente sul commercio della droga operato da soggetti non inseriti nell’organizzazione, ma di fatto assoggettati al pagamento della tassa nei confronti dell’organizzazione che ha il controllo del territorio. Tra i principali componenti risulta anche il nome di una donna. L’operazione, ancora in corso, si concluderà, con l’arresto dei quattro latitanti. Per questo, il Procuratore della Repubblica di Lecce Cataldo Motta, nel corso della conferenza stampa alla quale erano presenti, tra gli altri,il Questore Vincenzo Carella e il Vice Questore Michele Abenante, ha manifestato, oltre alla sua soddisfazione per l’importante risultato conseguito dagli uomini della Mobile grazie alla loro capacità investigativa, il proprio rammarico perché i responsabili dell’associazione sono ancora in libertà. L’organizzazione criminale si caratterizzava per la forza d’intimidazione dei suoi rappresentanti e per la conseguente condizione di assoggettamento e di omertà sia all’interno che all’esterno, utilizzati per commettere delitti, per il controllo del territorio di Lecce e paesi limitrofi, per la gestione di varie attività criminose tra le quali il traffico e la produzione di sostanze stupefacenti, tentata rapina, tentata estorsione, riciclaggio e detenzione di arma comune da sparo. Nell’ambito dell’attività svolta sono stati sequestrati 3 chili e 65 grammi di cocaina e 2 chili di hashish. Dei 49 arrestati odierni, sei sono brindisini e gli altri tutti leccesi.

 

 



Autore: A cura di Redazione
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