Piantagione di marijuana alle porte di Lecce scoperta da un drone. Due fratelli nei guai

La distesa all'interno di una masseria, come avvenuto poco meno di un mese fa nei pressi del Campo Panareo fondamentale l’utilizzo del drone. In corso accertamenti sul conto della persona fermata.

C’è chi come l’allenatore del Chelsea, Maurizio Sarri, lo utilizza per visionare dall’alto gli schemi in allenamento e migliorarli, poi, nel corso delle sedute tattiche; chi per riprendere suggestivi paesaggi e dare vita a documentari che lasciano con il fiato sospeso. Negli ultimi tempi, però, i droni, sono “accessorio” indispensabile anche per le Forze dell’Ordine che ne fanno uso per tenere sotto occhio eventuali zone in cui si ha il sospetto che si stiano compiendo reati.

È accaduto così che, lo scorso 12 luglio, grazie all’uso di un aeromobile a pilotaggio remoto (questo il nome tecnico),  i Carabinieri della Compagnia di Lecce abbiano scoperto nei pressi del Campo Panareo una rigogliosa piantagione di marijuana di ben 150 piante.

A distanza di meno di un mese, stessa sorte, è toccata a una masseria nei pressi di Lecce. Gli uomini dell’Arma della Compagnia leccese, infatti, stanno eseguendo in queste ore in una masseria nei pressi del capoluogo un maxi sequestro di piante di “maria”: per la precisione 1.740 arbusti, di eccellente qualità, di altezza varia tra il metro e i tre metri.

Non solo. I militari hanno provveduto a sequestrare anche un involucro di cellophane contenente 31 gr marijuana, materiale per il confezionamento (bilancino e nastro isolante nero), e ben 16 cartucce da caccia (12 cal.12 e 4 palla singola) illegalmente detenute.

 

I Carabinieri sono stati attirati sul posto dalle infiorescenze dei vegetali, alte e verdi, che superavano il muro di cinta del podere, nonostante quella zona sia notoriamente arida e poco coltivata.

A dare la certezza ai Carabinieri che quelle piante altro non fossero che marijuana in fase di maturazione, l’utilizzo, appunto, di un drone.

Gli uomini dell’Arma, quindi, dopo aver avuto conferma dei sospetti, hanno aspettato i rinforzi e una volta giunti eseguito un blitz, nel corso del quale sono state fermate due persone: si tratta di Luca Grassi, leccese classe 1973, e suo fratello Antonio, 49 anni, nei confronti del quale, tuttavia, non v’era certezza sul suo coinvolgimento in ordine alla coltivazione della “Maria”.

Tutta la droga rinvenuta, su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, è stata prontamente distrutta grazie all’ausilio dei Carabinieri della Forestale di Lecce. Il resto del materiale sequestrato è invece sotto custodia.

Ultima modifica: 12 agosto 2018 10:38

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