La terra di mezzo di Vittorio Tapparini torna a Lecce. Appuntamento oggi alla Fondazione Palmieri

La sua ultima collezione di olii su tela verrà presentata questa sera presso la sede del sodalizio leccese. Nel catalogo dell’esposizione i contributi di tanti artisti suoi amici.



La terra di mezzo di Vittorio Tapparini torna a Lecce: la sua ultima collezione di olii su tela verrà presentata alla Fondazione Palmieri sabato 16 dicembre a partire dalle 19.30.

È una festa dell’arte, del colore, della vitalità dirompente, una  fiaba raccontata senza enfasi. Ciascun visitatore potrà scegliere il suo sogno, il  suo desiderio senza intermediari, perché la bellezza della pittura di Tapparini è nella direzione dell’uomo con i suoi limiti e le sua cadute, la sua perfettibilità e la magia del desiderio.

La sua pittura è franca, onesta distante dalle circonvoluzioni intellettualistiche, approda nel territorio dell’emozione e il suo stile racconta della semplicità del desiderio.

Un itinerario cromatico che tiene sveglia la bella pittura, la concretizza in immagini che galleggiano, senza ombre, senza prospettiva in un ribaltamento figurativo che non sceglie la tridimensionalità della ragione ma la libertà del colore. Giocoliere delicato, trasporta la sua figurazione con pennellate sapienti di un mestiere consolidato e invita al movimento: la terra di mezzo è protesa verso il futuro, transita verso il nuovo sulla scia dei desideri.

Cavallucci, biciclette, automobili, barchette trasportano personaggi rassicuranti, a tratti sensuali spesso ricchi di quella Joie de vivre che solo il colore puro sa raccontare.

La generosità di Vittorio Tapparini è confermata dall’incontro con i suoi amici artisti che firmano il catalogo della mostra curato dalla  giornalista Claudia Presicce.

Bruno Barillari scrive: “Ho guardato molte volte le opere del mio amico e, pur conoscendone bene il carattere, non ho trovato spigoli nel suo operato, ma solo delicate curve che descrivono corpi, squillanti colori che proteggono emozioni e decisi confini che circoscrivono un sogno, il suo”.

Ercole Pignatelli, parlando di Tapparini, spiega che: “Egli vive immerso nel ‘continuum’ parallelo tra pensiero e opera, tra mutazioni lievi o addirittura contrarie al dinamismo dialettico, per lasciare intatta quella linea di fondo della sua naturale attitudine profondamente visionaria”

La mostra resterà aperta sino al 7 gennaio, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 21.

Ultima modifica: 16 dicembre 2017 12:06

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