Adriana Poli Bortone, 'La sciagura xylella? Colpa delle scie chimiche'

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Con un post sul suo profilo facebook l'ex sindaco di Lecce parla dell'epidemia che da molto tempo sta mettendo in ginocchio gli olivicoltori salentini e punta il dito verso chi in Europa rema contro il Made in Italy.


Adriana Poli Bortone
Adriana Poli Bortone

Dal Salento. “Gli USA  confessano di fare uso delle scie chimiche sul territorio Italiano. Se la notizia fosse confermata avremo tutto il diritto di chiedere se la diffusione della xylella sul territorio pugliese e salentino in particolare non sia da attribuire a questo fenomeno”.

Così, non più tardi di ieri, l’ex sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha palesato su Facebook i suoi dubbi in merito all’epidemia che sta mettendo in ginocchio migliaia di olivicoltori.

“Riflettiamo” scrive “nel tempo è stata distrutta la nostra agricoltura a partire  dalla eliminazione del tabacco (la cui coltivazione è stata spostata in altre parti del mondo), della vite, ora dell’ulivo secondo una volontà precisa dell’Europa che, guarda caso, proprio in coincidenza della sciagura xylella, concede alla Tunisia l’importazione di quantità esponenziali di olio, il ministero dell’Agricoltura italiano fa un bel piano di eradicazione degli alberi, i terreni ‘infetti’ vengono dichiarati inedificabili per 15 anni e i referendum sulle trivellazioni vengono pressoché eliminati”.

Dichiarazioni che fanno eco e seguito a quelle già esternate durante l’ultima campagna elettorale regionale che l’ha vista candidata come governatrice del centrodestra, o comunque di una parte di esso, e durante la quale la senatrice aveva già puntato il dito contro quel nord dell’Unione Europea che troppo spesso, a suon di multe e quote latte, ha remato contro il Made In Italy, la dieta mediterranea e la piccola e media impresa agricola del nostro Paese capaci, da sole, di ostacolare la diffusione e la produzione di burro, strutto e olio di semi tipiche, invece, di nazioni come la Germania, il Belgio e Gran Bretagna.

“È fantapolitica” continua l’ex ministro “pensare che il nostro territorio, ricco di gas nel sottosuolo e di petrolio anche nel nostro mare, per volontà dei poteri forti sia destinato non più al turismo ed alla agricoltura identitaria, ma alla trivellazione ‘legalizzata’?”

Uno scenario devastante, dunque, quello prospettato dalla Poli Bortone che sottolineando, nel chiosare, come “xylella faccia rima con trivella”, rasenta quasi l’idea della congiura.
 
Luca Nigro

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