Scontro Pepe-Minelli, il caso approda in Parlamento

Il deputato di Sel Antonio Placido con un’interrogazione parlamentare ha chiesto al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin il commissariamento dell’Ordine dei Medici di Lecce.

È approdata in Parlamento la vicenda del conflitto tra l’Ordine dei medici di Lecce e il dott. Mauro Minelli, che oltre ad essere diventato un caso giudiziario adesso diventa anche un caso politico.

E non è la prima volta negli ultimi 3 anni che alla Camera viene presentata un’interrogazione parlamentare sulla questione.

Protagonista l’on.le Antonio Placido, deputato di Sel, che ha interrogato il ministro della Salute per sapere

‘Se il Ministero non ritenga di assumere le iniziative di competenza per commissariare l’Ordine dei medici di Lecce, evitando che possano compiersi ulteriori abusi nelle more dell’imminente rielezione dell’organismo in quanto è paradossale, ad esempio, che il dott. Pepe continui a presiedere un ordine che risulta essere parte offesa in uno dei processi a suo carico’.

L’on.le Placido, facendo riferimento alla vicenda giudiziaria scaturita dopo la chiusura del centro Imid di Campi salentina afferma che  ‘ciò che non ha potuto o voluto fare il Ministro sarà probabilmente fatto dalla Magistratura che sta accertando le responsabilità di ciascuno e mettendo sotto i riflettori il meccanismo  inquietante attraverso cui l’organismo di garanzia e tutela posto dalla legge al servizio di un’intera categoria professionale può trasformarsi in un giocattolo utilizzabile a fini privati.

Al di là delle implicazioni specifiche di questa vicenda giudiziaria e degli esiti, in ogni caso tardivi, che un’eventuale attivazione del Ministro potrà oggi sortire, non può che destare sconcerto e preoccupazione la superficialità con cui sono “governate” questioni di tale delicatezza.

Se in questo Paese, infatti, persino il destino di strutture sanitarie pubbliche può dipendere dal capriccio di singoli professionisti, viene da chiedersi a chi è affidata la cura del diritto costituzionale alla salute dei cittadini, chi vigila sulla qualità dei servizi erogati  ad un intero territorio.

Non ci resta che augurarci – conclude il deputato – che episodi come questo (paradigmatici di un sistema che si riproduce grazie a distrazioni diffuse e a un malcostume ampiamente tollerato) inducano chi di competenza ad assumere le misure necessarie ad evitare che interessi pubblici primari siano calpestati in nome di inconfessabili mire private’.



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