Braccia incrociate per otto ore e sit-in sotto la Prefettura: sciopero dei lavoratori della Distribuzione

Braccia incrociate per otto ore e sit-in sotto la Prefettura di Lecce. Sciopero dei lavoratori della Distribuzione. Ccnl scaduto da 4 anni, trattative per il rinnovo in stallo. E poi c’è la questione delle aperture domenicali e nei festivi.


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I lavoratori della Grande distribuzione e della Distribuzione cooperativa oggi in sciopero per otto ore. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dalle segreterie di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Alla base della mobilitazione c’è il mancato rinnovo contrattuale da oltre quattro anni. A Lecce è in programma un sit-in in via XXV Luglio. I lavoratori presidieranno l’ingresso della Prefettura a partire dalle ore 9.30 e fino alle 12.00 su richiesta dei segretari generali provinciali – Mirko Moscaggiuri (Filcams-Cgil), Carmelina Tarantini (Fisascat-Cisl) e Antonella Perrone (Uiltucs-Uil) – per ottenere un incontro con il prefetto, Claudio Palomba.

Le ragioni dello sciopero

Il segretario generale della Filcams-Cgil Lecce, Mirko Moscaggiuri, illustra in una nota alcuni punti intorno ai quali si è arenata la trattativa:

“Le richieste di Distribuzione cooperativa sono irricevibili, soprattutto quando propone la riduzione del 5% sulle maggiorazioni orarie domenicali, straordinarie e notturne, l’attivazione di deroghe automatiche al contratto nazionale in caso di perdite di bilancio, la possibilità di assumere con contratto part-time ad 8 e 16 ore settimanali anche senza accordo sindacale ed in periodi diversi dal week-end o ancora la riduzione del pagamento dei primi tre giorni di assenza per malattia”.

Problemi anche al tavolo del rinnovo contrattuale con Distribuzione moderna organizzata (aderente a Federdistribuzione):

“Si vorrebbe imporre unilateralmente l’applicazione di una sorta di regolamento associativo, residuo del precedente contratto collettivo nazionale scaduto nel 2013. L’associazione datoriale non solo si rifiuta di definire un contratto collettivo nazionale di settore, ma continua a rendersi indisponibile anche ad applicare il contratto nazionale Confcommercio del 2015. In questo modo determina un danno dal punto di vista retributivo e contributivo ai lavoratori”.

Mancato rinnovo e liberalizzazione delle aperture

Al centro, anche le aperture domenicali e festive. Sul mancato rinnovo contrattuale e sul tema della liberalizzazione delle aperture interviene, attraverso il medesimo comunicato stamoa, la segretaria generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi:

“Si continua a pensare di fare profitto sui diritti dei lavoratori. La strada dello sviluppo economico non è questa. Assicurare rinnovi contrattuali per tempo significa dare fiducia alle famiglie dei lavoratori che, potendo contare su stipendi adeguatamente aggiornati, potranno riavviare i consumi. Nessuna trattativa è invece possibile sui diritti di chi lavora ogni giorno e molto spesso durante domeniche e festivi. Per noi ci sono alcune festività che per il loro valore simbolico non possono essere oggetto di aperture“.

Infine, la richiesta:

“Per questo chiediamo l’intervento del presidente Michele Emiliano: si pronunci per garantire alla nostra società la possibilità di godere di valori fondamentali, come lo stare in famiglia durante le feste di fine anno; si faccia portavoce col Governo per riavviare l’iter di approvazione della legge sul tema delle aperture domenicali e nei giorni festivi che giace in Parlamento da due anni”.

Ultima modifica: 23 dicembre 2017 10:45

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