Calciomercato, da una parte forza e tecnica senza convinzione, dall’altra sregolatezza e voglia di mettersi in gioco

Striscione di protesta degli Ultras Lecce contro un possibile arrivo del barese Strambelli: intanto Chiaretti deve decidere. Oggi la svolta.


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Ore frenetiche di calciomercato e mai come quest’anno a Lecce è in onda una vera e propria telenovela. I personaggi? L’Us Lecce, i suoi tifosi e Mister X. In realtà Mister X ha un nome ben preciso, anzi ne ha due, ma soffermiamoci al momento sul suo ruolo.

Il ruolo del trequartista. Quello di razza, quello vero, quello che “lo fa di mestiere”. Insomma, quello che ha chiesto esplicitamente Fabio Liverani. L’allenatore giallorosso ha perso il sonno per avere la pedina giusta e alla società, ci scommettiamo, lo ha detto chiaramente: “spendete, fate l’impossibile per il trequartista, e io vi porto in Serie B dopo 6 anni di oblio”. Forse non proprio in questi termini, ma Liverani ha ben in mente cosa vuole.

La lista dei desideri di mister Liverani

Vuole un elemento forte, dinamico, capace di saltare l’uomo e di risolvere una partita. Difficile trovare quello che realmente si cerca nel mercato di riparazione, dove ci sono equilibri e stati d’animo da preservare, ma mai come quest’anno le alternative ci sono e i nomi giusti tagliano a pennello per il ruolo di Mister X.

Tre i nomi sul piatto, fin dall’inizio: il primo era Alessandro Rosina, navigato calciatore classe ’84 che in B faticava non poco per ritagliarsi i suoi spazi con la maglia della Salernitana. C’era la volontà, c’era un discorso avviato, ma poi è arrivato un nuovo allenatore in casa campana e allora salta tutto.

Restano due nomi, ancora. Due nomi “grossi”, uno più dell’altro, e scegliere è davvero difficile. Ma c’è chi è pagato per farlo, per nostra fortuna. Beh, i nomi sono arcinoti: Lucas Chiaretti e Nicola Strambelli. Eccoli, sono loro, attori perfetti per la parte da recitare in mezzo allo scacchiere disegnato da Liverani. Il tecnico vuole uno di loro due e uno di loro due arriverà.

Si ma, chi? Bella domanda! Scegliere è davvero difficile. Ma c’è chi è pagato per farlo. Tanti pregi e tanti difetti, da una parte e dall’altra, senza dimenticare che la telenovela vede come protagonisti anche i tifosi.

Il Lecce, primo in classifica e con reali possibilità di promozione diretta, vive in un ambiente finalmente sano (ma guai a dimenticare gli isterismi che puntuali arrivano ogni anno). Non scordiamocelo per piacere: Lecce è una piazza isterica. Sempre e comunque. A volte è un bene, altre volte… .

La potenza del brasiliano

Lucas Chiaretti. È lui la prima scelta. Brasiliano con passaporto italiano, 30 anni, in forza al Cittadella. Nasce trequartista, piede sinistro, si disimpegna bene anche da ala e seconda punta. Gioca con regolarità in cadetteria con la maglia del Cittadella dove però fino a pochi mesi fa era uno come tanti altri. Poi nel mese di dicembre convince tifosi, allenatore e dirigenza. Sì, si può puntare ancora su di lui, anche perché se le offerte non mancano, un motivo ci sarà. I motivi, anzi, sono i 15 gol realizzati in veneto nelle ultime due stagioni, la decina di assist vincenti, il suo estro e la sua forza fisica.

Ma il calciatore vacilla, legittimamente. Ora si sente valorizzato dal suo Cittadella, squadra che ha creduto prima di tutti in lui, in Serie B. Forse è un rischio scendere di categoria – anche se a cifre quasi da massima serie: c’è un campionato da disputare inseguendo la zona playoff, sogni da cullare, senza dimenticare l’aspetto familiare, con tutto quello che comporta un cambio a metà stagione su tanti equilibri. Insomma, manca la vera volontà del giocatore. Il suo procuratore però, raggiunto telefonicamente da tuttocalciopuglia.com, con chiude le porte: il Lecce ha il blasone, un progetto serio, ma andrebbe convinta la dirigenza del Cittadella.

Il barese con il vizio del ciuf-ciuf

C’è una alternativa. C’è il barese Nicola Strambelli. Ma non va giù alla gente: non perché è barese, per carità, ma perché – da barese – ha esultato più del dovuto per ben due volte contro il Lecce, con due famigerati trenini in faccia ai giallorossi. Lui non nasce trequartista, ma lo diventa con notevoli risultati. Piede mancino, anche lui, un anno più giovane di Chiaretti, ma nel pieno di una stagione non proprio esaltante con la maglia del Matera. Finito ai margini della compagine lucana, vuole fortemente ripartire, mettersi in gioco, e vuole il gioco difficile.

Sì perché lo farebbe proprio a Lecce, quella Lecce sbeffeggiata da giocate, gol ed esultanze che tutti hanno ancora negli occhi. Lui ripartirebbe proprio da qui, cercando di farsi perdonare (se davvero ci sia qualcosa da farsi perdonare dopo un gol e una esultanza) da quei tifosi che storcono il naso. Per carità, non è Chiaretti, non ancora, altrimenti giocherebbe almeno in B, ma ha dalla sua una profonda conoscenza della Serie C, del campionato meridionale, un temperamento mica male, anche se a volte troppo scontroso.

Ci pensate? Strambelli vuole giocare duro, vuole giocare difficile. Non esiterebbe ad accettare Lecce, a differenza di qualcun altro. La tifoseria è divisa: c’è chi si turerebbe il naso pur di andare in B, mentre gli Ultras hanno già deciso:

“Strambelli infame barese, a Lecce non ti vogliamo”

Questo lo striscione apparso nella serata di ieri nei pressi della Villa Comunale, a pochi passi dalla sede di via Costadura.

Chi preferiamo avere? Un giocatore forte, fortissimo, al top della forma fisica e di categoria superiore, ma che tituba un po’ troppo per accettare una piazza come Lecce, oppure vogliamo chi ci ha deriso, ma che conosce a menadito la categoria e non vede l’ora di riscattarsi?

Scegliere è davvero difficile. Ma c’è chi è pagato per farlo, per nostra fortuna. Di certo c’è un trenino che tutti noi vorremmo prendere presto, a maggio.

Ultima modifica: 10 gennaio 2018 20:14

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