Caro Mino, bentornato: a quando le scuse? Cari tifosi ce la facciamo a remare tutti dalla stessa parte quest’anno?

Mino Chiricò torna a vestire la maglia del Lecce, dopo un paio di avventure in Serie B con Foggia e Cesena. Oggi, che la notizia è ufficiale, sarebbe bello leggere una "dichiarazione d’amore" per i tifosi come ha fatto il calciatore Falco.



Adesso è ufficiale: Mino Chiricò torna a Lecce. Torna a vestire il giallorosso di quella squadra in cui è cresciuto, maturato, dove si è messo in mostra e da dove ha preso il volo verso lidi (ai tempi) più prosperi. Torna in quella città dove ha fatto tanto parlare di sé anche per atteggiamenti fuori dal campo, a tratti imperdonabili.

È nella mente di tutti quel disastroso pomeriggio del 16 giugno 2013, quando allo stadio “Via del Mare” il Lecce gettava alle ortiche la finale playoff contro il Carpi, epilogo incredibile della prima stagione in Serie C con annessi disastri e imperdonabili violenze da parte di parte della tifoseria.

In quel pomeriggio, mentre tutti vivevano uno psico-dramma, un calciatore pensò di prendere un giorno di permesso per saltare l’allenamento punitivo del giorno dopo: giustificò la scelta per un problema fisico, ma il giorno dopo sui social apparvero foto dello stesso calciatore a bordo di una piscina, sigaretta alla mano, in totale relax. Quel calciatore era Mino Chiricò.

Un atteggiamento che fece stringere lo stomaco a tutti e da quel giorno il suo rapporto con la gente di Lecce si è incrinato in modo quasi irreversibile. Negli anni successivi i destini di Lecce e di Chiricò si sono incrociati spesso, da avversari. Incroci caratterizzati da toni accesi, striscioni di incitamento indirizzato al talento brindisino, presunti sputi (?) all’indirizzo della Curva Nord, fino a quell’ “abbraccio” – per nulla amichevole – in cui si ritrovò il fantasista offensivo, chiuso a sandwich tra Cosenza e Abruzzese, in un Lecce-Foggia del febbraio 2016 finito 3-1 in favore dei salentini.

Insomma, ne sono successe di cose! Eppure quello stesso calciatore ora è tornato alla casa madre: dopo un paio di avventure in Serie B con Foggia e Cesena, si è ritrovato svincolato e il Direttore Sportivo del Lecce, Mauro Meluso, ne ha approfittato, regalando a mister Liverani indubbie doti tecniche.

La domanda che tutti si pongono è la seguente: era proprio necessario virare proprio su Chiricò? Proprio lui? Beh, si! Non capita tutti i giorni di trovare libero uno dei talenti più osservati dell’ultima cadetteria e non sfruttare l’opportunità di metterlo sotto contratto, sperando – chissà – in una futura rivendita capace di far fruttare una bella plusvalenza. È così che si fa mercato.

Oggi Chiricò torna ad essere ufficialmente un calciatore del Lecce, e lo sarà per i prossimi 3 anni. Certo, oggi (che la notizia è ufficiale) ci si aspetterebbe una bella dichiarazione d’amore da parte di Cosimo, in stile Falco che qualche giorno dopo, dopo la sua nuova firma sul contratto, ha dichiarato di essere tornato a casa.

Magari non proprio in questi termini, ma forse Mino potrebbe pubblicare sulle sue pagine social – ai tempi tanto care – due cuori giallorossi, un bel sorriso, un mazzo di fiori, una torta. Insomma, quello che vuole, purché faccia intendere di essere contento di essere tornato in una piazza che anni fa credette tanto in lui e nelle sue doti, una piazza disposta (forse) a passarci sopra al passato, se non altro per rendere grazie alla nuova dirigenza che – come con Falco – ha dimostrato di voler guardare avanti, e non indietro.

Una sorta di scuse, nemmeno troppo romantiche, per carità, ma che diano il senso di un uomo, prima di tutto, cresciuto e maturato, e poi di un giocatore pronto a riabilitarsi agli occhi dei suoi tifosi.

Già, i tifosi. Loro sì, le hanno passate veramente tutte, con quello stomaco strizzato fin troppo negli ultimi anni, a volte per colpa di Chiricò! Non tutti perdoneranno il buon Mino: pazienza, faranno tutti i conti con la propria coscienza. Altri lo hanno già perdonato. Qualcuno non sa ancora da quale parte schierarsi. Ecco, c’è sempre in questa piazza una scelta da fare, c’è sempre un angolo di ring dove posizionarsi. Non c’è mai una volta in cui si è tutti d’accordo. È tornata in città la Serie B, il calcio che conta, i grandi nomi, eppure qualcuno ancora non è contento. E probabilmente mai lo sarà.

Io però di una cosa sono certo: quest’anno salvarsi sarà di vitale importanza e certamente le solite, inutili (e a volte stupide) polemiche su Facebook non aiutano. Foggia, Benevento, Crotone, Parma e altre piazze negli ultimi anni hanno dimostrato una solidità e compattezza di intenti da far scuola agli altri: si rema tutti dalla stessa parte, da settembre a maggio. Poi si vedrà.

Ce la faremo, noi leccesi, ad abbandonare una volta per tutte quella spocchia che ci siamo tirati dietro per 6 eterni anni, per tornare sul pianeta Terra? Su questa barca ci siamo tutti: società, giocatori, allenatore, tifosi, giornalisti e gossippari da bar. Tutti. E allora mettiamoci l’anima in pace: Chiricò è tornato (e non è certo un acquisto flop), la campagna abbonamenti è partita (con una Formula Famiglia presa per capelli), lo stadio sarà a norma, il mercato sarà – presumo – un buon mercato. Basta chiacchiare: godiamoci l’estate, perché poi non si scherza più.

Ultima modifica: 10 luglio 2018 7:58

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