Standing ovation Di Piazza: con Lepore schianta il Fondi. Le pagelle dei giallorossi: emozione Pacilli

Nel primo tempo apre le danze Lepore con un bel destro a giro, nel finale chiude i conti uno straordinario Di Piazza. Nel mezzo la bella prestazione, su tutti, di Armellino e Mancosu.



Torna il sereno sul “Via del Mare”. Dopo oltre due mesi di angosciante astinenza, il Lecce ritrova il successo tra le mura amiche battendo il Fondi nel terzultimo impegno della regular season dei giallorossi. La capolista non brilla, ma per carità: ciò che conta ora sono solo gli ultimi punti da conquistare. Nel primo tempo apre le danze Lepore con un bel destro a giro, nel finale chiude i conti uno straordinario Di Piazza. Nel mezzo la bella prestazione, su tutti, di Armellino e Mancosu. Gli applausi scrosciati all’ingresso in campo di Pacilli e l’incitamento finale del pubblico al triplice fischio sono la spinta in più i la conquista degli ultimi 6, decisivi, punti.

Perucchini, 6: primo tempo di assoluto immobilismo per il portiere scuola Milan, forse fin troppo considerato che quando la sua difesa si perde l’uomo in un paio di occasioni, lui resta inchiodato tra i pali. Il Racing in avanti è veramente poca cosa.

Lepore esulta sotto la Curva (ph.Pinto)

Lepore, 6.5: il capitano è inamovibile nel suo ruolo di terzino destro, ma in fase di copertura soffre più del dovuto contro un attacco pontino non proprio irresistibile. E allora è meglio inventarsi ancora una volta bomber: al 28esimo è straordinario il suo sinistro a giro capace di battere Elezaj. Una vera prodezza che manda in estasi il “Via del Mare”. Alla fine la sua prestazione è tutta cuore, ma nella ripresa entra in debito di ossigeno.

Cosenza, 6.5: la difesa cambia interpreti, ma lui non si sposta dalla guida della retroguardia. Come al solito, sulle palle alte è un muro invalicabile: anche in alcune occasioni si dimostra provvidenziale sui filtranti rasoterra. Fin avvio di secondo tempo si perde pericolosamente Addessi che da pochi passi manca l’appuntamento con il pallone. Ammonito al 23′ della ripresa.

Legittimo, 6+ : la gara di Reggio è stata per lui un film horror, ma dal buon finale. Questa volta viene scelto dal 1′ e l’inizio è un po’ timido: nei primi 45 minuti soffre le iniziative del duo Corvia-Addessi, ma alla fine non corre particolari pericoli. Si sovrappone col contagocce, ma quando lo fa non viene mai servito.

Ciancio, 6+: Di Matteo è ancora KO è lui si prende anche oggi la titolarità del settore mancino della difesa. Primo tempo meno propositivo rispetto al suo dirimpettaio Lepore, condito anche da qualche passaggio sbagliato. Fisicamente però concede poco ai pontini e nella ripresa sgambetta un po’ di più.

Arrigoni, 6: il playmaker della squadra ci mette del tempo a carburare come si deve, ma quando entra a pieno regime, mette lo zampino in ogni azione del Lecce. La solidità di Armellino e il dinamismo di Mancosu certamente lo aiutano nel suo compito.
dal 43′ s.t. Selasi, senza voto: entra nel finale per far rifiatare i suoi.

Armellino, 6.5: sì, è vero, ci sono stati degli errori di precisione, ma l’ex Matera oggi è dappertutto. Nel suo settore di campo non fa mai mancare la sua presenza, le sue gambe e la sua stazza. Da apprezzare un paio di cambi di gioco di pregevoli vedute.

Mancosu, 7- : parte molto, ma molto, bene. Quasi un esterno aggiunto, da cui partono incursioni che mettono i brividi alla difesa laziale. Il centrocampista sardo, ispirato dal gol decisivo della scorsa settimana a Reggio Calabria, cerca con insistenza la seconda marcatura consecutiva: i suoi tiri però, sebbene ben preparati, risultano preda facile per l’estremo difensore avversario.
dal 44′ s.t. Pacilli, 8: SuperMario merita un volto alto, altissimo. Non per la gara, in cui tocca pochissime volte il pallone, ma perché nel finale di match, al suo ingresso, viene ripagato da un grande pubblico il suo impegno, il suo attaccamento alla maglia, il suo essere professionista esemplare. Ben tornato, Mario!

Mancosu punta l’uomo (ph.Pinto)

Costa Ferreira, 6: sembra ormai chiaro che è il portoghese il trequartista scelto da Liverani per le ultime battute del campionato. Oggi inizia sembrando più che altro il terzo attaccante nel blocco offensivo, ma sbaglia un paio di passaggi in fase di finalizzazione. Poi aggiusta la sua prestazione, con ordine e corsa. Esce alla soglia dell’80esimo.
dal 33′ s.t. Tabanelli, 6.5: entra, tocca un paio di palloni, e prende subito confidenza con sfera e match. Suo, infatti, il cross, bello, per il raddoppio di testa di Di Piazza.

Di Piazza, 7: il bomber di Partinico è certamente l’uomo migliore lì davanti. Una prestazione di assoluto livello per lui, che corre e si dimena un po’ dappertutto: con la palla tra i suoi piedi la difesa del Fondi suda freddo. Al quarto d’ora del secondo tempo, ben lanciato da Costa, sfiora il palo e la marcatura con un bel destro a giro da dentro l’area di rigore. Il gol per impreziosire una buona prova non poteva certo mancare: arriva al minuto 85, di testa, servito alla perfezione da Tabanelli. Esce nel finale in una standig ovation d’altri tempi.
dal 42′ s.t. Dubickas, senza voto: timbra anche oggi il cartellino delle presenze con l’ingresso prima del recupero.

Caturano, 6: dopo un (bel) po’ di uscite a vuoto, mister Liverani lo premia con una maglia da titolare. Salta l’appuntamento con la rete anche in questa occasione, ma oggi sembra decisamente più in gamba: corre molto, spende tanto e va in gol al 13′ della ripresa, ma per l’assistente dell’arbitro è in fuorigioco. Esce all’ora di gioco.
dal 24′ s.t. Saraniti, 6: entra e inizia a muoversi come meglio sa. Però nessun tiro in porta.

Liverani, 6.5: il destino torna rocambolescamente nelle mani dei giallorossi al termine di una delle settimane più complicate della stagione. Malumori messi da parte e dopo un’altra settimana nel chiuso degli allenamenti, il tecnico romano sceglie di cambiare alcuni interpreti del suo scacchiere scegliendo Legittimo dal 1′ e dando fiducia a uno smarrito Caturano. Alla fine le scelte portano a disegnare sovente un 4-3-3 che nel primo tempo concede forse un più del necessario agli uomini di Luiso. Poi arriva il gol di Lepore e il Lecce ritrova convinzione nei suoi mezzi: stavolta Liverani, conseguito il vantaggio, ha deciso di non chiudersi immediatamente e i risultati arrivano. A pochi minuti dal termine arriva il raddoppio, meritato. La squadra, un malato dato per terminale fino a qualche settimana fa, non può certo rimettersi in sesto così in fretta, anzi probabilmente non lo farà più. Ma nonostante lo stato di salute cagionevole, arrivano altri 3 punti, ritorna il sereno tra le mura amiche, e ora la B è distante solo 6 lunghezze. Ora riposo: parola agli altri.

 

Ultima modifica: 15 aprile 2018 20:10

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