Un Lecce spento e senza idee cade malamente a Catania: Lucarelli ne rifila tre a Rizzo e salva la panchina

Tremendo tonfo del Lecce di mister Rizzo nel big match contro il Catania: gli etnei strapazzano i giallorossi che alla fine ne incassano tre, in quella che è la prima sconfitta stagionale. Prestazione senza possibilità di appello che rimanda tutti sui piedi per terra.



Debacle giallorossa allo stadio ‘Massimino’ di Catania. Il Lecce esce con le ossa rotte e con tre gol sul groppone dal confronto con gli etnei, incappando così nella prima, sonora, sconfitta in campionato. Mai veramente in partita, i giallorossi vanno sotto già nel primo tempo grazie alla rete del veterano Biagianti, in 45 minuti di puro horror per la truppa di Rizzo. Nella seconda parte di match, la musica fa fatica a cambiare, ma nel momento migliore dei giallorossi, gli elefanti trovano un uno-due tremendo, andando in rete con Marchese e Russotto.
 
Senza tifosi al seguito per il divieto di trasferta imposto, i giallorossi, dopo la sofferta vittoria contro un’altra big del campionato, il Trapani di mister Calori battuto sette giorni fa al ‘Via del Mare’, arrivano all’appuntamento dello stadio ‘Massimino’ con gli uomini contanti. Tra squalifiche e acciacchi vari, infatti, mister Roberto Rizzo deve fare di necessità virtù: senza Di Piazza (squalificato) e Costa Ferreria (infortunato), i doloranti degli ultimi giorni Marino e Pacilli si accomodano in panchina. La formazione dei salentini, quindi, è pressoché quella annunciata alla vigilia: con Perucchini tra i pali, in difesa agiscono Ciancio, Cosenza, Drudi e Di Matteo; in mediana il trio consolidato Arrigoni-Mancosu-Armellino, mentre in attacco torna a formarsi il tridente composto da Lepore, Torromino e Caturano.
 
I padroni di casa, invece, scendono in campo per il riscatto dopo un avvio di torneo decisamente sottotono con un solo punto dopo 180 minuti: mister Cristiano Lucarelli (dato per molti sulla graticola), si affida a un propositivo 3-4-1-2 con Pisseri in porta, Aya, Tedeschi e Marchese sulla linea bassa, Biagianti, Caccetta, Bogdani ed Esposito in mezzo, con il temibile Ciccio Lodi a supporto di Russotto e Curiale, altro ex di turno.
 
Sono circa 9.500 mila gli spettatori presenti, mentre l’arbitro è il signor Luca Massimi di Termoli.
 
La gara è subito vivace. Non si risparmiano colpi duri le due formazioni fin dalle prime battute: si pressa subito alto ed è Russotto, al 2’, a costringere Drudi a immolarsi con tutto il corpo per respingere un tiro da posizione defilata dall’interno dell’area di rigore. Russotto è una vera spina nel fianco nella difesa giallorossa che – spesso – deve ricorrere al fallo per fermare il numero 7 etneo.
 
Al 16esimo Lodi pennella una grande palla nel cuore dell’area di rigore salentina per il solto Russotto che però colpisce male e la sfera diventa facile preda di Perucchini. Nel primo quarto d’ora, invece, il Lecce costruisce poco quanto nulla, soffrendo il pressing alto degli uomini dell’Elefante.
 
Al 20esimo salta il banco: cross da sinistra operato da Marchese, Caccetta colpisce di testa costringendo Perucchini a un superlativo intervento e dopo una serie di batti-e-ribatti della palla sulla linea di porta, è Biagianti a ribadire definitivamente in rete per l’1-0.
 
Due minuti più tardi il Lecce cerca la reazione: punizione dalla zona destra del campo per capitan Lepore che pennella al centro con Caturano che, di testa, obbliga Pisseri a deviare in angolo. Allo scoccare della mezzora Lepore prova la diagonale parata dall’estremo difensore siciliano e sul ribaltamento di fronte Russotto viene atterrato in area da Cosenza: per il signor Massimi contatto lecito.
 
Al 43esimo l’arbitro scrive i primi nomi del suo taccuino dei cattivi: inizia con quello di Esposito, reo di un piede a martello nei confronti di Di Matteo. Il Lecce reclama qualcosa di più e nelle proteste rimedia un giallo anche Perucchini, mentre mister Lucarelli viene allontanato dalla panchina. All’ultimo minuto di recupero (2) ammonito anche Ciccio Cosenza. Finisce così la prima frazione, vantaggio rossoblù e Lecce privo di idee.
 
La gara riprende con gli stessi 22 interpreti della prima frazione, ma al 49esimo Rizzo opera la prima sostituzione: entra Pacilli al posto di Arrigoni, con Lepore che scala come mezzala. Dalla posizione più defilata, il capitano prova un bel destro al 50’, toccato in angolo dal Catania.
 
Ma è il solito Russotto a mettere il panico nella retroguardia giallorossa: Drudi rimedia un giallo al 55esimo, regalando a Lodi una punizione a ridosso dell’area di rigore salentina. La battuta si stampa sulla barriera, ma sulla ribattuta ne nasce un altro calcio di punizione, calciato rasoterra con Perucchini che si salva grazie anche all’aiuto del palo.
 
Pacilli cerca la reazione: è il 60’ quando il funambolo giallorosso cerca un mancino a giro, con Pisseri che si distende ed evita il pareggio. Intanto Lucarelli ordina da lontano alla sua panchina il primo cambio: fuori Esposito, dentro Semenzato.
 
Al 66esimo prova ad accendere una fiammata Mancosu: grande botta dai trenta metri che però si spegne di poco al lato. Nel frattempo secondo cambio per Rizzo: dentro Tsonev per Ciancio, con Lepore che indietreggia ulteriormente a terzino. Cerca di alzare il ritmo il Lecce: al 70’ Pacilli crossa al centro una punizione, Caturano ci arriva di testa sulla linea della porta, ma la manda incredibilmente alta. Fortuna sua, il gioco era fermo per una posizione di off-side.
 
Il Catania decide allora di coprirsi ulteriormente e opera un doppio cambio: entrano Blondett e Fornito, rispettivamente al posto di Bogdan e il man of the match Biagianti. Sul Lecce anche la sfortuna: il pendolino Lepore viene liberato bene da Pacilli, entra nei sedici metri avversari, lascia partire un gran destro che Pisseri neutralizza in due tempi, proprio sulla linea.
 
Nel momento migliore dei giallorossi, il Catania torna a colpire: al 78’ Lodi innesca con un tocco morbido Giovanni Marchese che, al volo, supera Perucchini ed esulta per il 2 a 0. Il Lecce è KO e gli etnei infliggono il colpo di grazia: Curiale vede lo scatto di Russotto che, a tu per tu con Peruccini, non sbaglia. Uno-due micidiale per i padroni di casa in appena 120 secondi.
 
Nell’estasi generale del ‘Massimo’ prosegue la girandola dei cambi: il Catania inserisce Bucolo e Di Grazia (fuori Caccetta e lo stesso Russotto), mentre Roberto Rizzo si gioca la carta Dubickas, dentro al posto di Torromino. La partita però smette di regalare emozioni. Lucarelli salva una panchina che alla vigilia sembrava traballante, mentre in casa giallorossa ora l’interrogativo è d’obbligo: al netto di alcune pesanti asssenze, con cinque gol dopo tre turni, è questo il vero Lecce?
 
Sabato prossimo al ‘Via del Mare’ confronto contro il Rende. (Clicca QUI per il quadro completo della terza giornata nel girone C, calssifica e prossimo turno).

Ultima modifica: 15 settembre 2017 17:57

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