L’Italia manca l’accesso a Russia 2018. Sensibile, “Un fallimento che parte da lontano”

Il giorno dopo la mancata qualificazione degli Azzurri ai Campionati del Mondo in Russia, il tecnico e dirigente sportivo leccese analizza le cause che hanno portato a un tale insuccesso.


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Un disastro, un’ecatombe o come meglio ha affermato al termine della fase a gironi il Presidente Federale Carlo Tavecchio “Un’apocalisse”.

Eh sì, perché al termine della gara di ritorno del Play Off per accedere alla fase finale del Campionato del Mondo che si svolgerà in Russia la prossima estate contro la Svezia l’apocalisse si è realizzata  tutta. Non solo da un punto di vista sportivo, la Nazionale Italiana, vincitrice di quattro edizioni della Coppa del Mondo, nell’Est europeo non ci sarà, ma anche dal punto di vista economico visto che il mancato accesso farà perdere alle casse del sistema calcio italiano una cifra stimata intorno ai 150milioni di euro.

Chi sono i responsabili di questo fallimento? Il Commissario Tecnico Ventura (che ha iniziato a dare una svolta alla sua carriera di allenatore proprio a Lecce) , troppo molle, incapace di farsi ascoltare dai senatori della squadra e di non dare una minima idea di gioco agli azzurri? I vertici della Federazione che, nonostante la palese inadeguatezza dell’allenatore genovese, non lo hanno esonerato e, anzi, quest’estate gli hanno addirittura rinnovato il contratto? Oppure i calciatori che non brillano da un punto di vista tecnico e quelli più talentuosi sono arrivati, ormai, all’apice della carriera?

Questi interrogativi se li pongono in tanti e per cercare qualche risposta abbiamo posto le domande a una persona che nel calcio è vissuto e continua a vivere, il tecnico e dirigente sportivo leccese Aldo Sensibile.

“La non qualificazione ai mondiali non è figlia della partita con la Svezia, ma viene da lontano, da molto lontano. Certo il tifoso non se lo aspettava ma gli addetti ai lavori che conoscono il mondo del calcio sanno che era nell’aria, perché, il movimento è in crisi da più di vent’anni.

I settori giovanili languono, gli impianti sportivi spesso sono inesistenti; mancano istruttori qualificati; non sappiamo più insegnare la tecnica di base, non si fa più l’uno contro uno; si pensa solo alla forza e ai muscoli. Di cosa ci meravigliamo se non ci siamo qualificati?

Abbiamo toccato il fondo, ma ci sono tutti gli spazi per ricostruire. C’è un modello di riferimento che può essere preso a esempio ed è quello dell’Atalanta. Servono scuole calcio della Federazione monitorate costantemente da istruttori preparati. E poi sarebbe un bel segnale mettere ai vertici del movimento figure come Baggio e Del Piero, che sono bandiere dentro il rettangolo di gioco”.

Parola ai tifosi

Leccenews24.it ha anche ascoltato alcuni cittadini, stamattina. In particolare, alla redazione è piaciuta la dichiarazione di un tifoso – consultabile nell’intervista video – che, molto sinceramente, ha detto: “Me l’aspettavo”.

Ultima modifica: 15 novembre 2017 9:12

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