L’insenatura ‘Acquaviva’ di Marittima. Un suo speciale ammiratore, estimatore e cantore: Giacinto Urso

Il racconto della bellissima Acquaviva di Marittima nelle parole di Giacinto Urso, che lì nel 1945 tenne il suo primo comizio politico giungendo in paese a bordo di un calesse

Nei giorni scorsi, trovandomi, occasionalmente, nel paese natio per alcuni lavoretti agricoli, ho avuto modo di ritirare una lettera manoscritta lì indirizzatami da un noto personaggio, che, da vecchia data, mi onora della sua amicizia, l’onorevole Giacinto Urso: originario di Nociglia, già Sindaco di detta località, quindi Presidente della Provincia di Lecce, Deputato al Parlamento nazionale per ventuno anni (cinque legislature), Sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione in due Governi Moro, Difensore Civico della Provincia di Lecce.

Ho sentito per la prima volta parlare di Giacinto Urso, negli Anni Cinquanta del secolo passato, da un suo nipote e mio compagno delle Superiori, C.C.

In aggiunta a tale particolare, circa due lustri dopo, Urso si è fatto costruire un’abitazione sul mare, prospiciente la bellissima rada “Acquaviva” di Marittima e confinante con la modesta casetta di villeggiatura realizzata da mio padre Silvio nel 1949. Siamo così divenuti abituali vicini, e tuttora ci incontriamo, durante le vacanze estive.

Mette, però, conto di rimarcare che, a prescindere dai rapporti instauratisi con me, Giacinto Urso si conosceva con mio padre sin dagli albori della sua carriera politica, come l’ex deputato non manca di ricordare nel post scriptum in calce alla richiamata missiva, rievocando il suo primo comizio politico pronunciato nel 1945, precisamente a Marittima.

Il contenuto della lettera in parola, oltre che graditissimo, è suonato a me alla stregua di un prezioso passaggio di testimone morale e ideale.

Lecce, 31.1.2020
Caro dott. Rocco,
con piacere e interesse, leggo che continui a ravvivare memorie, necessarie quanto mai nell’oggi, che cumula dimenticanze e omissioni. Perfino è, oramai, svanita pure la narrazione locale e quella familiare, che spesso si ripudiano. Tanto da far sembrare che la nostra quotidianità, personale e collettiva, sia nata dal nulla. Continua il tuo impegno letterario e civile. Serve alla società smarrita. Si dice che “la bellezza salverà il mondo”. Può darsi, ma a una condizione. Se si unirà il filo della rimembranza, che sappia unire passato, presente e futuro.
Soltanto questa triade può concedere armonia, concordia, esaltazione di valori e di talenti. Sono 50 anni che assaporo l’estate nella luce di “Acquaviva”, a cui ho dedicato uno scherzo poetico. Peccato che tanto grande dono di Dio sia rimasto spesso fuori dagli occhi di molti, di sovente chiusi o distratti.
Salutami anche i tuoi familiari.

Giacinto Urso, con i suoi quasi 95 anni di età

P.S.: ann0 1945 del secolo scorso. Mio primo comizio politico, pronunciato a Marittima, dove giunsi in calesse, scortato da Agostino Nuzzo e papà Silvio.

La poesia di Giacinto Urso dedicata all’Acquaviva di Marittima

Ruba smeraldi il mare di Acquaviva,
dove ti specchi nell’acqua tremula,
tersa più del vetro.
Qui io sosto da cinquanta estati
per respirare aria fragrante
di macchia arborea, lucida, verdeggiante
con bacche che nessun becco attira.
Effluvi di salsedine penetrano le radici.
Più beati gli occhi, che al forestiero
folgorano radiosa luce, inesistente altrove,
mentre il natio, ebbro da sempre,
par ignorare l’eccelso dono
soltanto a noi concesso.

(All’interno dell’articolo uno scatto di Ivan Giannone)



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