Gli agenti di Polizia Penitenziaria costretti ad anticipare le spese di missione, tuona Osapp: “Lesa la dignità del personale”

Il Segretario Regionale del Sindacato, Ruggiero Damato, interviene sulla circolare firmata dal Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Giuseppe Martone.

“Ci preme denunciare la disposizione del Provveditore Regionale Puglia dell’Amministrazione Penitenziaria Giuseppe Martone che, attraverso una circolare a sua firma, stabilisce che il personale di Polizia Penitenziaria incaricato del servizio di traduzione, debba anticipare le spese per pranzo e cena, senza che si sia alcuna norma nazionale che stabilisca ciò”, Non usa giri di parole, il Segretario Regionale di Osapp, il sindacato di Polizia Penitenziaria, Ruggiero Damato nel rendere noto questa nuova decisione da parte del Provveditorato.

“Tale operazione – prosegue Damato – arreca un danno economico al dipendente, soprattutto a fine di calcolo Ise ed Isee, in quanto, l’anticipo di spese di missione percepito, contribuisce ad aumentarli.

Il caso più grave si è verificato nelle scorse ore e ha visto protagonisti 5 agenti incaricati di un servizio di traduzione dei detenuti extra regione. I poliziotti si sono visti costretti ad anticipare spese di vitto e alloggio in strutture esterne all’Amministrazione, per una somma di circa 200 euro ognuno.

Gli stessi, all’atto della partenza, si sono rivolti ai superiori invitandoli ad anticipare loro le spese, cosi come previsto da Normativa Nazionale, ma a tale richiesta hanno ricevuto una risposta negativa da parte degli interpellati, che hanno garantito verbalmente che avrebbero provveduto nelle ore successive a versare sui conti correnti personali il denaro spettante che, però, non è avvenuto fino alla giornata del rientro in sede, cioè dopo due giorni.

Ci domandiamo – conclude il sindacalista – si può chiamare anticipo missione una somma liquidata due-tre giorni dopo?

L’aspetto peggiore che lede la dignità del personale è il fatto che all’atto della partenza gli agenti hanno informato i superiori riguardo la circostanza che non si trovassero nelle condizioni economiche tali da sostenere le spese di pernottamento e vitto. Tutto ciò è inaccettabile e intollerabile, nei confronti di quegli uomini e quelle donne che portano avanti il sistema in condizioni difficili e durante una pandemia, ricevendo in cambio solo umiliazioni e indifferenza”.



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