Apertura delle moschee e molto altro. A Nardò una bozza di intesa tra Stato e Islam

Il 5 febbraio alle ore 18 si terrà a Nardò nel Chiostro dei Carmelitani una conferenza di presentazione della bozza d’intesa tra Stato e Islam.

Dialogo e integrazione i temi proposti al Chiostro dei Carmelitani di Nardò. Il 5 febbraio, ore 18, sarà presentata la bozza di intesa tra Stato e Islam, che verte su alcuni punti fondamentali per l’inclusione della comunità islamica nello stato italiano.

Promuove l’attività l’Associazione Nazionale Musulmani Italiani, con i saluti del sindaco Pippi Mellone. Tra le proposte la regolarizzazione delle moschee, la costituzione di un albo degli Imam e il progetto Fatima 2.0.

L’iniziativa fa dello scambio interculturale e dell’integrazione religiosa i suoi nodi principali, portando avanti il dialogo tra Stato ed Islam, nella speranza del raggiungimento di una bozza che, fino ad ora, è stata discussa esclusivamente su tavoli tecnici.

In accordo con l’articolo 8 della Costituzione, è proposta l’intesa tra lo Stato ed una Consulta islamica che raccoglie tutte le associazioni religiose attualmente attive.

È necessaria una regolarizzazione delle aperture delle moschee che non risulta chiara in mancanza di un iter definito.

La costituzione di un albo degli Imam è il secondo punto: conoscenza della lingua italiana e dei principi della Costituzione sono i requisiti.

L’attenzione è rivolta anche alle famiglie in difficoltà ed alle madri sole, a cui destinare l’otto per mille. Per la prima volta, inoltre, sono accolte nella bozza l’integrazione e l’inclusione di donne straniere (fino alla terza generazione) con la promozione del progetto Fatima 2.0.

La proposta ha il merito di fondare il raggiungimento di un’intesa basata su dialogo interreligioso in un momento in cui, forse, è più che mai dovuto. L’inclusione della comunità islamica nello Stato italiano è per tutti una ricchezza, non un peso.



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