Benedetto, il papa che portè² Francesco

Dopo un anno dalla rinuncia di Benedetto XVI al soglio pontificio, la Chiesa è¨ impegnata in un grande rinnovamento, mentre Papa Francesco scala le classifiche del gradimento della gente.

E’ passato un anno esatto dal giorno in cui è cambiata la storia della Chiesa, dal giorno del gesto profetico di Papa Benedetto XVI.
Era l’11 febbraio 2013, festività della Madonna di Lourdes, quando il sommo pontefice annunciò la volontà di ritirarsi dal soglio petrino e affidare ad altri la guida della Chiesa universale. Si arrivò così nel giro di un mese all’elezione di papa Francesco, un Pontefice che in meno di un anno ha già lasciato il segno nel cuore dei credenti e non solo.

E’ stata questa la forza di Papa Ratzinger, quella di mettere al centro della Chiesa una novità assoluta e di creare le condizioni per un uomo di novità, Papa Bergoglio. Un binomio Ratzinger – Bergoglio che ha caratterizzato un’epoca, un tempo difficile e di cambiamento. E ben due conclavi.
Se oggi papa Francesco è ai vertici del consenso e trionfa nei sondaggi con il 99 per cento e oltre degli italiani che sono d’accordo con lui, il merito è anche del suo predecessore. Anzi, principalmente. E’ stato Joseph Ratzinger a fare in modo che arrivasse un papa con il nome del poverello di Assisi.

Ogni tempo giudica con severità i suoi profeti, la Bibbia ce lo insegna, e anche per un grande profeta come Benedetto XVI il giudizio non ha fatto difetto, anzi con lui è stato più severo e netto del solito. Probabilmente perché la Chiesa aveva bisogno di caratteri più estroversi, sicuramente perché gli scandali e le polemiche interne ed esterne alla Chiesa non sono mai state così feroci come in questi ultimi dieci anni, e anche perché dopo quasi trent’anni di pontificato di Giovanni Paolo II i fedeli, la gente, il mondo avevano in mente l’idea di un papa diverso.

Ma atteso che non è possibile fare classifiche tra i papi, nel senso che non esiste un papa migliore di un altro per il magistero della Chiesa, tantomeno un papa buono o più buono, come convenzionalmente si dice troppe volte, possiamo dire che Benedetto XVI è stato un papa straordinario e fortemente paterno.
Il papa giusto per il suo tempo, ma un tempo breve.

Benedetto contravvenendo ad una tradizione bimillenaria non ha inteso il suo ministero come qualcosa di supremo e assoluto, tantomeno come un vitalizio, e questo è stato il suo merito.
Fra i meriti non ha avuto certamente quello della battuta pronta, del sorriso elastico, dell’anticonformismo. Ma del resto non si “entra in Paradiso” per queste virtù. Il carattere è solo uno strumento, ognuno ha il suo. Francesco ha un carattere da autentico trascinatore, uno che piace, che non passa inosservato, buono e libero nel suo giudizio di sacerdote, vescovo e capo della Chiesa. Benedetto aveva nell’umiltà la sua arma segreta, l'ha usata bene, fino alla fine.
Il mondo saprà dirgli grazie. Prima o poi.