BIOMA 2026, la Medicina Personalizzata riscrive il futuro tra Esposoma e Microbiota. Parla Mauro Minelli


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Il 17 e 18 aprile, Lecce sé stata capitale della medicina del futuro. Hotel Hilton, infatti, ha ospitato l’Interannual Meeting BIOMA 2026, evento di rilievo internazionale nel quale  si è segnato un punto di svolta metodologico: il superamento dell’approccio terapeutico standardizzato — il cosiddetto “one size fits all” — a favore di protocolli clinici cuciti su misura sulle caratteristiche biologiche e genomiche del singolo individuo.

Abbiamo intervistato il coordinatore dell’evento, l’immunologo Mauro Minelli, referente per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata.

Dottor Minelli, a Lecce si è parlato diffusamente di salute intestinale, ma il tema dell’esposoma è balzato agli onori della cronaca come la vera chiave di lettura del futuro. Di cosa parliamo esattamente?

Parliamo del fatto che il nostro microbiota non vive sotto una campana di vetro. L’esposoma è il “diario” delle nostre esposizioni ambientali: l’aria che respiriamo, i farmaci, il cibo e persino le relazioni. Non siamo prigionieri del nostro DNA; siamo il risultato di come il nostro ambiente esterno modella i nostri microbi interni.

Molti pazienti lamentano disturbi legati alla vita moderna. In che modo l’esposoma causa quella che lei definisce “Sindrome da insufficienza”?

La modernità ha creato un corto circuito tra noi e i nostri “vecchi amici” microbi. L’urbanizzazione e l’eccesso di igiene hanno alterato il nostro esposoma, privandoci di specie essenziali. Questa scarsità microbica riduce la biodiversità interna e apre la porta a un’infiammazione silenziosa che è alla base delle malattie croniche moderne.

È vero che alcuni alimenti possono aiutarci a restare giovani solo se abbiamo i microbi “giusti”?

Esattamente. Il melograno o le noci, ad esempio, sono preziosi perché il microbiota li trasforma in Urolitina A, un potente segnale di pulizia cellulare che contrasta l’invecchiamento. Se però il nostro “giardino interno” è impoverito, questa magia biochimica non avviene. Oggi, grazie alla metagenomica, possiamo identificare cosa manca e intervenire in modo personalizzato.

Qual è il consiglio finale emerso da Bioma Spring per una longevità in salute?

Riconnettersi alla biodiversità del mondo che ci circonda: la salute umana è indissolubilmente legata a quella animale e ambientale. Il contatto con la natura e gli animali agisce come un fattore capace di “ri-selvaggiare” l’ambiente microbico, aumentandone la biodiversità e così proteggendo il sistema immunitario e il sistema nervoso. La sfida del futuro è curare questo ecosistema attraverso Bioterapeutici Vivi e uno stile di vita One Health.

L’evento andato in scena all’Hilton ha abbracciato la filosofia One Health, che connette la salute umana a quella animale e ambientale. In quest’ottica sono intervenuti il Prof. Silvio Tafuri (Università di Bari)  e il Prof.Giacomo Rossi (Università di Camerino).

A confermare lo spessore scientifico di BIOMA 2026 è stata anche la partecipazione del Prof. Paolo Marchetti, oncologo di fama mondiale, Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata e recentemente nominato componente del Consiglio Superiore di Sanità.