Ma al centro vaccinale il rischio assembramento non c’è? Caos e resse per il booster

Momenti di tensione nei centri vaccinali salentini presi d’assalto dopo l’obbligo per gli over 50 deciso dal Governo. Le segnalazioni da Lecce e Poggiardo

Non è dato sapere se sia già un effetto dell’obbligo imposto per gli over 50, ma nei centri vaccinali del Salento la situazione è simile o quasi a quella dove si effettuano i tamponi. Non c’è la fila delle automobili, le macchine sono perfettamente parcheggiate e non in coda ma la ressa c’è, eccome se c’è. La fila delle persone in attesa del cosiddetto booster (perché non si chiami terza dose è un mistero) o che per la prima volta si avvicinano al vaccino per paura di non poter più andare al lavoro ha fatto saltare il sistema. La coda ovunque è interminabile.

Gli assembramenti che il Governo vuole evitare per contenere la curva dei contagi legata all’esplosione della variante omicron non esistono nei pressi delle porte che conducono alla vaccinazione.

Un po’ è la mancanza di organizzazione, un po’ è la stanchezza degli operatori sanitari e dei volontari della Protezione Civile, fiaccati da due anni di covid, un po’ per la maleducazione di chi arriva e vorrebbe sbrigarsi subito, il caos c’è e si vede. E se non si vede, si sente.

I borbottii sono il naturale sfogo di chi attende per ore il proprio turno. Le segnalazioni che ci giungono in redazione da Lecce non mentono. Ma a Poggiardo, nel centro vaccinale di Via Santa Caterina da Siena, la pazienza di chi è in fila e contatta la nostra redazione, è agli sgoccioli. Anche perché non si capisce come mai, in un momento così delicato, dove non si parla d’altro che di ‘positivi’ e di ‘ricoverati’, si scelga di aprire a chi è senza prenotazione. Molti nervi sono saltati per questo. Gente prenotata alle 15.00, già in fila dalle 14.00, si è ritrovata accanto a persone spazientite che non avevano prenotato ma che ritenevano di aver non solo pari diritto ma addirittura la precedenza su chi quell’appuntamento lo aveva prefissato.

E la situazione non è diversa al centro vaccinale del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce dove le famiglie sono in coda per la vaccinazione dei bambini.

Il rischio assembramento è qualcosa più di un rischio che mette in difficoltà gli stessi operatori. La situazione sembra quasi al collasso mentre occorrerebbero dosi aggiuntive di organizzazione come quelle che la ‘macchina’ sanitaria ha dimostrato nei mesi precedenti.



In questo articolo: