Italia, il paese delle decisioni ‘strane’: Carola Rackete libera e il concorso per Presidi annullato

Fanno discutere le scelte della magistratura italiana. Nessuna correlazione tra i due casi, ma un unico risultato: lasciare spiazzati i cittadini

Non è dato sapere se l’Italia sia un Paese per giovani o per vecchi, ma con certezza assoluta possiamo affermare che è un Paese strano.

È un Paese in cui puoi forzare il muro delle acque territoriali, andare sopra a una motovedetta della Guardia di Finanza rischiando di ammazzare cinque inermi agenti e poi te ne puoi tornare tranquillo nel tuo Paese, tra gli applausi. Se ti va male sarai espulso, se ti va bene potresti essere tu a dare il ben servito e a fare il ‘marameo’ al Governo della Repubblica Italiana.

Attenzione, non vogliamo nemmeno entrare nei perché della vicenda dal momento che gli estremismi non ci appassionano. Per noi, a dirla tutta, è stupido considerare Carola Rackete complice degli scafisti, ma allo stesso tempo non si può ritenere nemmeno una ‘santa’ da beatificare.

Dovrebbe semplicemente essere giudicata per quel che ha fatto rischiando di uccidere cinque uomini della Guardia di Finanza con una manovra più che spericolata. Voleva sfidare il governo Italiano a tutti i costi e il suo ministro social? Bene, doveva al tempo stesso assumersene tutte le conseguenze e pagare il conto. E, invece, saremo noi a doverci scusare con lei e con la Germania. Vabbè, ognuno si merita il suo Paese perché il Paese siamo noi a costruirlo ogni giorno.

Non è un Paese normale l’Italia, dicevamo. Vinci un concorso per dirigente scolastico dopo aver studiato e sgobbato per mesi e mesi e ti sfilano il posto con una semplice sentenza. Eppure in Italia le reggenze sono arrivate allo stremo e le nostre scuole hanno bisogno di presidi che sappiano prendere in mano le redini della situazione. Invece che succede? Succede che il Tar annulli il concorso sol perché in Sardegna gli scritti si sono tenuti qualche settimana dopo rispetto al resto dell’Italia a causa di una gravissima alluvione o sol perché la percentuale di bocciati in alcune commissioni sia risultata più alta che altrove.

L’Italia è un Paese strano. Se lavori e provi a sbarcare il lunario e a mandare avanti la tua famiglia ti perseguitano con un regime fiscale asfissiante; se te ne stai a casa a guardare la tv ti trattano come un perseguitato a cui non far mancare nulla.

Cose mai viste, davvero mai viste.

Ma l’Italia è questo. Nulla di più, nulla di meno. Non vale nemmeno la pena incazzarsi, non ha senso. Riderci su? Meglio. Ma non sempre si può avere il buon umore per farlo.



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