Celebrato a Lecce il Giorno della Memoria, il monito dei giovani contro l’odio


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Si è celebrata questa mattina, nella solenne cornice dell’Aula Baracca presso la Scuola di Cavalleria, la cerimonia provinciale del Giorno della Memoria, un evento che ha unito istituzioni, università e scuole in un’unica voce contro l’indifferenza.

L’iniziativa è stata coordinata dalla Prefettura di Lecce in collaborazione con la Provincia, il Comune, l’Ufficio Scolastico Territoriale e il Comitato Provinciale di Valorizzazione della Cultura della Repubblica.

La consegna delle Medaglie d’Onore: il tributo ai deportati salentini

Il momento più toccante della mattinata è coinciso con la consegna di 10 Medaglie d’Onore, concesse con Decreto del Presidente della Repubblica. I riconoscimenti sono stati affidati ai familiari di cittadini salentini che, durante la Seconda Guerra Mondiale, subirono l’orrore della deportazione e dell’internamento nei lager nazisti, costretti al lavoro coatto.

All’iniziativa erano presenti il Prefetto Natalino Manno, il Vicesindaco Roberto Giordano Anguilla, il Presidente della Provincia Fabio Tarantino e il Comandante della Scuola di Cavalleria Matteo Rizzitelli

La celebrazione non è stata solo una commemorazione, ma un momento di alta formazione storica grazie ai contributi dell’Università del Salento. Il Prof. Francesco Somaini (Prorettore alle Politiche Culturali) e il Prof. Daniele De Luca (Dipartimento di Studi Umanistici) hanno offerto riflessioni profonde sulle radici della Shoah, contestualizzando il valore della testimonianza nel mondo contemporaneo.

Il “filo della memoria” è passato nelle mani degli studenti. Numerosi istituti della provincia hanno partecipato con performance artistiche che hanno riattualizzato i valori della Carta Costituzionale.

Citando le parole immortali di Primo Levi in Se questo è un uomo, il Prefetto Manno ha rivolto un appello accorato alle nuove generazioni. L’invito è quello di abbandonare la cultura della violenza per diventare “costruttori di pace”, favorendo il dialogo e la mediazione. L’obiettivo è creare una società basata sulla giustizia sociale e sul ripudio di ogni logica di sopraffazione.