Chiuso il Lago di Bauxite a Otranto: addio al gioiello rosso-verde del Salento?


Condividi su

Il suggestivo lago di bauxite di Otranto, con le sue acque verde smeraldo incastonate tra pareti rosse ruggine, è diventato inaccessibile: i proprietari dei terreni che “proteggono” uno dei gioielli naturali più belli del Salento hanno affisso dei cartelli con su scritto “proprietà privata”. La decisione di recintare i passaggi per arrivare al sito rende, di fatto, off-limits uno dei luoghi più conosciuti, visitati da centinaia di turisti che ritagliano sempre un giorno della loro vacanza per fotografare il sito naturale nato dall’abbandono minerario con i suoi affascinanti colori, perfetti per uno scatto da condividere su Instagram.

Perché il Lago di Bauxite è chiuso?: le motivazioni

La cava, con i suoi contrasti cromatici, da anni incantava visitatori, fotografi e influencer, ma ora è inaccessibile. I proprietari dei terreni, in poche parole, hanno detto “basta!”. Niente più selfie, niente più escursioni, niente più passaggiate. E hanno motivato la scelta con ragioni di sicurezza: non vogliono responsabilità per eventuali incidenti. Una caduta, un piede messo male sulle pareti friabili della cava, e la colpa ricadrebbe su chi detiene il titolo di quei suoli. Un timore giustificato, una preoccupazione che non è campata in aria. In passato non sono mancati incidenti – anche seri – che avevano già sollevato dubbi su chi sarebbero ricadute le responsabilità, accendendo il dibattito.

La notizia arriva come una doccia gelata, specialmente a pochi giorni dal crollo dell’Arco degli Innamorati a Sant’Andrea. Il Salento sembra perdere i suoi pezzi più pregiati, uno dopo l’altro. Se per i faraglioni la colpa è dell’erosione naturale, per la Bauxite la questione è tutta umana e burocratica.

Il Comune di Otranto non è certo rimasto a guardare e starebbe valutando misure urgenti per ripristinare l’accesso, potendo fare ricorso anche ad un provvedimento legale ex articolo 700 per garantire il passaggio pubblico.
Si parla anche di una possibile acquisizione dell’area da parte dell’ente pubblico, per una gestione strutturata che non penalizzi né la sicurezza né la fruibilità del sito.

Il dilemma: Sicurezza o Libertà?

Molti si chiedono: può un luogo diventato famoso essere di fatto negato al pubblico? Oppure è giusto che chi detiene legittimamente un terreno tuteli la propria responsabilità? E soprattutto: come può il territorio conciliare tutela ambientale, sicurezza e attrattività turistica?

Siamo di fronte a un bivio che divide l’opinione pubblica. Da una parte i proprietari, che hanno il diritto sacrosanto di proteggersi da cause che potrebbero nascere da incidenti avvenuti in un sito che, tecnicamente, non è un parco attrezzato ma una ex miniera potenzialmente pericolosa. Dall’altra la collettività, che vede nel Lago di Bauxite un patrimonio identitario che non può essere “sequestrato” da un lucchetto.

Il Lago di Bauxite non era solo un posto dove fare una foto. Era un luogo di scoperta, di silenzio, di sorpresa.

La sua chiusura segna forse la fine di una stagione fatta di accessi liberi e incontrollati. Ma potrebbe anche rappresentare l’occasione per ripensare il rapporto tra territorio, turismo e responsabilità.

Il Salento è pronto a trovare un equilibrio?