Cime tempestose, perché il libro della Bronte è meglio del film


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Cime Tempestose di Emily Brontë è un capolavoro intramontabile, capace di attraversare i secoli senza perdere forza. L’uscita del nuovo film, diretto e co-prodotto da Emerald Fennell, è l’occasione giusta per riscoprire questo romanzo classico del 1847 che intreccia passione, vendetta, orgoglio e natura in un modo che cattura il lettore fin dalla prima pagina.

Una storia d’amore che brucia oltre il tempo

La trama non racconta di una semplice e appassionante storia d’amore, ma di un legame “tossico”, tormentato e distruttivo che attraversa le brughiere dello Yorkshire e si abbatte sui personaggi con la stessa forza del vento che soffia sulle scogliere inglesi. Il libro parla della relazione travolgente tra Heathcliff e Catherine Earnshaw, cresciuti insieme nella cupa dimora di Wuthering Heights, dove l’amore non è un sentimento gentile, ma una forza devastante e inevitabile.

Pagina dopo pagina, la Brontë dipinge nel suo unico classico un affresco di emozioni e conflitti, rendendo la lettura un’esperienza intensa e coinvolgente. Heathcliff è uno dei personaggi più complessi e meglio riusciti della letteratura: vittima e carnefice, fragile e crudele, capace di un amore sconfinato e di una vendetta spietata. La sua vendetta, lenta e inesorabile, trasforma il romanzo in una tragedia familiare che attraversa generazioni. Altri personaggi, come il gentile Nelly Dean e il debole Edgar Linton, aggiungono ulteriori strati alla trama, rendendo ogni interazione un riflesso delle complessità umane. La Brontë riesce a creare un cast che, pur essendo imperfetti, risuonano profondamente con il lettore.

La Natura come Protagonista

Un elemento distintivo di Cime Tempestose (Wuthering Heights) è l’ambientazione. Le brughiere desolate dello Yorkshire non sono semplicemente uno sfondo; sono un vero e proprio personaggio che riflette le passioni e le tempeste interiori dei protagonisti. La narrazione è intrisa di descrizioni vivide che trasmettono la bellezza e la brutalità della natura, creando un’atmosfera carica di tensione. Il paesaggio riflette gli stati d’animo dei protagonisti, amplificando la tensione emotiva. Questa fusione tra natura e sentimento è uno degli aspetti più moderni del romanzo, capace di influenzare generazioni di scrittori e registi.

Cime tempestose non è una lettura “confortevole”. È un romanzo a “scatole cinesi” che divide, che inquieta, che lascia addosso una sensazione di vento freddo e parole non dette. La narrazione, affidata alla governante Nelly Dean e al distaccato Lockwood, crea un filtro affascinante: osserviamo il caos da una distanza di sicurezza, eppure ne sentiamo il freddo nelle ossa.

E forse è proprio questo il motivo per cui, a quasi due secoli dalla pubblicazione, continua a essere adattato per il cinema e discusso da nuove generazioni di lettori. Perché alcune storie non si limitano a essere raccontate: continuano a vivere, come il vento sulle brughiere, senza mai placarsi davvero.

Se il film ti ha incuriosito, il libro ti travolgerà. Se vuoi capire davvero perché Catherine e Heathcliff continuano a ossessionarci dopo quasi due secoli, apri le pagine.