A Sternatia la cultura riparte dalla legalità, un convegno d’eccellenza inaugura l’estate


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L’Amministrazione Comunale di Sternatia, nella Grecìa Salentina, inaugura la stagione estiva con una proposta culturale di altissimo profilo. Dopo il grande successo della rassegna “La civetta sul pozzo” che ha animato l’estate 2025, il Comune dà il via alla nuova programmazione con un appuntamento di profondo spessore civile, il convegno dal titolo “La legalità è un bene di tutti i giorni”.

L’appuntamento, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà sabato 23 maggio 2026 alle ore 20.00, nella suggestiva cornice delle gallerie del Palazzo Comunale

In occasione della Giornata Nazionale della Legalità, che commemora una delle pagine più tragiche e importanti della storia d’Italia, tre  magistrati del Tribunale di Lecce porteranno  la loro testimonianza, si tratta di Salvatore Cosentino, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte D’Appello; Maria Francesca Mariano, Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Lecce e Andrea Giannone, Giudice della sezione penale del Tribunale di Lecce.

La serata si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Sternatia, il Gabriele Candito, e del parroco, don Vito Mangia. A moderare il dibattito e a guidare il confronto sarà il Vicesindaco Marta Martina.

Il cuore del convegno vedrà un momento di confronto diretto e dinamico: a dialogare con im Magistrati saranno infatti gli alunni dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone – P. Borsellino”.

L’intento dell’Amministrazione Comunale è quello di promuovere, specialmente nelle nuove generazioni, la cultura della legalità. L’obiettivo è radicare valori fondamentali come l’osservanza delle norme e il rispetto dei diritti altrui; la giustizia, la trasparenza e la tutela della dignità umana; la fiducia nelle istituzioni democratiche; e la riconoscenza verso chi ha sacrificato la propria vita per il bene comune.

Attraverso questo incontro, il Comune di Sternatia punta a rinsaldare nella popolazione la consapevolezza che la legalità richiede partecipazione e un costante impegno civile. Solo tramite il rifiuto netto di ogni forma di illegalità si può edificare una società realmente libera.

Il convegno vuole essere anche un modo per riproporre ai giovani l’esempio dei magistrati morti nella lotta alle mafie. Ricordare il loro sacrificio non sarà mai abbastanza: le loro storie restano fari capaci di indicare ai ragazzi la strada del dovere, offrendo una reale e solida alternativa alle troppe devianze che oggi affliggono il mondo giovanile.