Concessioni demaniali, il Comune di Lecce approva la proroga di un anno e mette in sicurezza i gestori

Entro il 31 gennaio 2024 il Dirigente al ramo dovrà redigere lo schema di bando adatto alla gestione di tutte le tipologie di concessione.

Prorogare al 31 dicembre 2024 tutte le concessioni presenti sul litorale leccese e al tempo stesso redigere entro il 31 gennaio 2024 lo “schema di bando” o il “capitolato tipo” adatto alla gestione di tutte le tipologie di assegnazione che l’Amministrazione Comunale effettuerà nel 2024, sia quelle relative ai nuovi lotti individuati dal Piano Comunale delle Coste sia quelle relative alle aree con concessioni in scadenza al 31 dicembre 2024.

È questo il senso della delibera che la Giunta Comunale di Lecce ha approvato per dare un indirizzo al dirigente del Settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio in merito alla gestione delle concessioni demaniali marittime che si trovano sulla costa del capoluogo.

La Giunta tiene a precisare che i confini normativi entro ai quali si muove sono quelli stabiliti dalla legge nazionale e regionale, con riferimento alla giurisprudenza amministrativa in materia, al Parere Motivato della Commissione Europea e in attuazione del Piano comunale delle coste (PCC) approvato l’11 luglio 2022 dal Consiglio Comunale di Lecce. Da Palazzo Carafa si rimarca il fatto che, in materia di validità delle concessioni demaniali esistenti, l’unica norma applicabile è la Legge n. 118 del 5 agosto 2022 (la cosiddetta Legge sulla Concorrenza del Governo Draghi) che fissa la dead line al 31 dicembre 2023. Infatti la proroga di un anno contenuta nel decreto legge 28 dicembre 2022 n.198 approvato dal Governo Meloni è stata dichiarata in contrasto con il diritto europeo dal Consiglio di Stato (sentenze 2192 del 1.3.2023 e 7992 28.08.2023) e inapplicabile da parte di qualunque organo dello Stato.

«Con questa delibera agiamo mettendo in sicurezza gli attuali gestori, che dal gennaio 2024 si troverebbero scoperti di fronte al quadro normativo attuale, e diamo certezza di indirizzo agli uffici comunali – dichiara l’assessora alle Politiche Urbanistiche e Marina Rita Miglietta – Diamo così attuazione alle previsioni del Piano Comunale delle coste che ha fornito alla città un quadro conoscitivo completo e una strategia chiara per lo sviluppo sostenibile del nostro litorale. L’obiettivo è garantire più servizi ecologici, rafforzando il ruolo dell’impresa balneare che contribuirà dare valore al paesaggio naturale. Con i nuovi bandi, inoltre, andremo ad aprire nuove opportunità per tutti, diversificando l’offerta a disposizione dei fruitori della costa con spiagge libere con servizi, con i chioschi, con le spiagge dedicate alle attività sportive o naturalistiche, fin nel Parco di Rauccio. Lavoriamo per una economia del mare durevole, che rafforzi l’identità locale della costa di Lecce, nel quadro della transizione ecologica».

I nuovi lotti in concessione e i criteri dei bandi

I nuovi lotti per l’assegnazione dei quali il Comune di Lecce procederà con i bandi entro febbraio 2024 prevederanno l’attivazione sul litorale leccese delle nuove tipologie di concessione previste dal PCC: spiagge libere con servizi, chioschi, concessioni per uso sportivo, accanto a nuovi stabilimenti balneari. Il numero e la tipologia di concessioni da mettere a bando sono in corso di valutazione.

Sul tema dei criteri ai quali improntare i bandi, sia per i nuovi lotti che per i lotti attualmente assegnati, la Giunta indica come riferimenti di carattere generale gli obiettivi del PCC e il rispetto dei principi della concorrenza, oltre ad elementi essenziali come professionalità, esperienza e adeguatezza dell’impresa; risorse strumentali e tecnologiche disponibili per l’esercizio delle attività coerenti con gli obbiettivi e gli indirizzi del PCC; efficienza aziendale anche in relazione alla gestione, alla sicurezza del personale ed all’utilizzo di adeguati strumenti di inclusione sociale; pianificazione sostenibile delle strutture e collaborazione al monitoraggio dell’erosione costiera secondo quanto previsto dal PCC; migliore qualità dell’offerta dei servizi all’ utenza balneare anche sotto il profilo del contenimento dei prezzi fissati in correlazione alla sostenibilità del piano di gestione (rapporto qualità prezzo); valutazione degli investimenti finalizzati alla migliore qualità dei servizi di interesse pubblico.



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