“Bravi, pagate milioni al mese ai calciatori e lasciate precari medici e ricercatori. Beh, fatevi curare dai giocatori miliardari”

Ironia e rabbia sui social. Il coronavirus unisce tutti contro la precarietà lavorativa dei ricercatori e dei medici in Italia.

Un problema nazionale sollevato più volte ma mai considerato, e ora più che mai, in una situazione di emergenza sanitaria mondiale, primeggia nella testa di molti italiani. Tutti quei cervelli in fuga all’estero, perché qui pagati sei volte meno, adesso vengono rimpianti.

In questo momento critico sarebbero visti come eroi e forse avremmo strumenti in più per fronteggiare il virus che sta piegando l’Italia.

Un problema di organizzazione del mondo del lavoro? No, peggio: un problema culturale! Dal canto suo, per fare un solo esempio, anche se se ne potrebbero fare a decine, Cristiano Ronaldo, dalla sua casa di Madeira, dov’è in isolamento dopo la notizia della positività al coronavirus del compagno di squadra Rugani, invita con un messaggio su Instagram a seguire i consigli dell’OMS e dei governi di ogni Paese:”Il pensiero ora va tutti quelli che in questi giorni hanno perso qualcuno di caro“. Promette, poi, il suo “supporto per gli incredibili professionisti sanitari che in questi giorni stanno mettendo a rischio le proprie vite per salvare quelle degli altri”.

La Juventus ha già raccolto più di 300mila euro per gli ospedali di Torino e del Piemonte. La società dell’Inter ha fatto altrettanto per Milano. E tutti i club calcistici non sono stati da meno. Così come altri personaggi dello sport e dello spettacolo, mostrano solidarietà e generosità e organizzano raccolte di beneficenza.

Non è giusto attaccare nessuno e prendersela per cose che prima di questa situazione ci apparivano normali; chi più, chi meno, famoso o non famoso, sta dando il suo contributo. Ma, attenzione, quando tutto ciò sarà finito, non ci dimentichiamo di questa rabbia che abbiamo provato per ciò che è ingiusto, non dimentichiamo le priorità che questo virus ci sta facendo rivalutare e le cose importanti che ci sta insegnando ad apprezzare di più.



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