Coronavirus, sostegno psicologico gratuito a chi ha bisogno di aiuto

Si chiama «SocialMente», il servizio di supporto psicologico gratuito attivato da Rinascita, una coopertativa sociale di Copertino e Specialmente Aps.

Il panico, la preoccupazione, la difficoltà ad adattarsi al nuovo stile di vita imposto dalle ‘regole’ volute dal Governo per frenare la diffusione del covid-19 sono alcune delle (tantissime) conseguenze provocate dall’emergenza scoppiata quando il Coronavirus partito da Wuhan ha ‘contagiato’ l’Italia. Per questo Rinascita, una cooperativa sociale di Copertino e Specialmente, un’associazione di promozione sociale hanno attivato «SocialMente» un servizio di supporto psicologico gratuito.

In cosa consiste?

Sei psicologhe risponderanno ai contatti telefonici per aiutare chiunque pensi abbia bisogno di una mano per superare questo momento difficile. Non tutti riescono a ‘controllare’ i pensieri che affollano la mente, le preoccupazioni per la salute delle persone care, soprattutto quelle più a rischio o le difficoltà economiche e di adattamento per le restrizioni imposte per cercare di ‘contenere’ i contagi che stanno mettendo a dura prova il sistema sanitario delle regioni del Nord, obiettivamente più preparate ad affrontare quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito pandemia.

A chi è rivolto?

A tutti. A medici e infermieri, in prima linea nell’emergenza e sottoposti a ritmi di lavoro stressanti. Alle Forze dell’Ordine che stanno lottando per arginare il contagio. Ai professionisti, ma anche alle persone che si trovano in quarantena o in isolamento domiciliare. Ai semplici cittadini che hanno bisogno di ‘parlare’ e alle famiglie che vogliono ricevere informazioni sui comportamenti corretti da attuare.

«Alleviare il disagio con in confronto. Condividere le emozioni per ridurre la sensazione di isolamento».È questa la mission del progetto SocialMente.

«In una situazione di allerta –  spiegano le due realtà proponenti, Rinascita Cooperativa Sociale e Specialmente Aps –  è alto il rischio di attuare comportamenti impulsivi, frenetici e irrazionali che portano poi al panico o all’ansia generalizzata. In alcuni soggetti si sviluppa l’ipocondria, eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute, che porta a percepire ogni minimo sintomo come un segnale di infezione da Coronavirus. O ancora, può verificarsi una degenerazione verso l’odio nei confronti dei presunti colpevoli stranieri o italiani che hanno scatenato il contagio. Oppure, cosa non difficile ad immaginarsi, l’ansia di non riuscire ad affrontare economicamente il momento, si pensi ai tanti lavoratori autonomi» concludono.