Che «Cortili Aperti» si sia rivelata un’idea vincente lo dimostra il fatto di essere giunti al 2026, forti di aver conquistato un numero sempre crescente di visitatori, collezionando entusiamso edizione dopo edizione. Il segreto di tanto successo sta nel fatto di essere passato da un’occasione per ammirare la bellezza di una città a un vero e proprio appuntamento culturale, organizzato dall’Associazione Dimore Storiche italiane, che raduna più di 4500 proprietari di prestigiose dimore lungo tutta la penisola.
Una manifestazione storica da segnare sull’agenda
Sono sempre più, i turisti e i salentini che vogliono scoprire cosa si nasconde dietro un maestoso portone d’ingresso di un palazzo, in quel cortile su cui si affacciano le finestre delle famiglie nobili o in quel giardino ricco di varietà botaniche insolite. Scorci che custodiscono un tesoro prezioso, chiuso agli occhi indiscreti ad eccezione di un giorno all’anno. Già perché non sono più solo i salentini a voler scoprire il fascino di Lecce, sono tanti gli ‘stranieri’ che organizzano il loro viaggio scegliendo non a caso questo weekend per visitare cortili dei numerosi palazzi nobiliari che impreziosiscono il centro storico barocco.
E così, domenica 24 maggio, il centro storico accoglierà anche i curiosi, pronti a scoprire i segreti celati tra le corti di antichi palazzi, nascosti tra i vicoli dei borghi e l’incanto delle stradine. Il senso dell’iniziativa sta proprio in questo, rendere fruibile una parte del tesoro del centro storico che altrimenti resterebbe privato.
I percorsi per ammirare i tesori “nascosti” di Lecce
Insomma, è tutto pronto per ammirare Lecce in tutta la sua bellezza. Una Lecce pronta a ‘svelare’ a turisti e visitatori dimore, luoghi storici, cortili, giardini, androni, chiostri solitamente chiusi lungo le vie del centro della città, che abbracciano un programma ricchissimo di eventi con mostre, musica dal vivo, esposizioni, performance, visite guidate anche in lingua.
Come tradizione nel lungo elenco delle cose da vedere ci sarà l’Istituto di Cultura e lingue “Marcelline”, progettato da Filippo Bacile di Castiglione. L’austera facciata d’impianto neoclassico è valorizzata dal lungo viale, che accompagna il visitatore fin all’ingresso. All’interno, a rendere ancora più scenografico lo scalone, è la monumentale statua in cartapesta dell’Angelo Custode, risalente al 1895, eseguita dal noto artista Achille De Lucrezi. A pianoterra sono collocati il salone di rappresentanza in cui sono presenti mobili antichi e manufatti pregevoli e un’ampia Biblioteca contenente un Fondo Antico. Intorno ad un giardino centrale si sviluppano i quattro cortili simmetrici.
Ad aprire i portoni saranno anche Palazzo Grassi, attribuito all’architetto Giuseppe Cino, Pollicastro Boutique Hotel, nel cuore del centro storico di Lecce, tra Porta San Biagio e la chiesa di San Matteo, Palazzetto Palmieri, Galleria Ship in Arte, Palazzo Carrozzini, Palazzo Lecciso, Palazzo Tamborino Cezzi, Palazzo Sambiasi, Palazzo Bernardini, Palazzo Brunetti, Palazzo Andretta.
E ancora il Must, il museo storico della città di Lecce, palazzo Carrelli Palombi, palazzo Apostolico Orsini, chiesa di Santa Elisabetta-palazzo Scarciglia, l’Accademia di Belle Arti, palazzo Sant’Anna e il suo borgo, la chiesa di San Giovanni di Dio, la chiesa della Natività della Vergine “La Nova”, Dimora storica Muratore, la cappella nobiliare di San Leucio, palazzo Guido, palazzo Protonobilissimo, palazzo Maremonte-Chillino, il 2° circolo didattico “Edmondo De Amicis”, Palazzo Personé, sede del museo ebraico e l’affascinante percorso sulle mura urbiche.
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La bellezza del Salento….
Non solo Lecce, tutto il Salento è pronto a raccontarsi: da Santa Maria di Leuca, con Villa La Meridiana della famiglia Caputo-Caroli a Cavallino con la Chiesa dei santi Niccolò e Domenico e cripta, l’atrio del Palazzo ducale dei Castromediano e il frantoio ipogeo. E ancora porte aperte a Casamassella, Minervino di Lecce con il Palazzo Ducale Venturi (noto come Castello Nuovo), Alessano, Gallipoli, Depressa con la cantina ottocentesca “Castel di Salve” Triase e Tiggiano, dove si schiude il portone di Palazzo Baronale Serafini-Sauli.






