‘Dal banco alla pulizia dei bagni per aver chiesto la tredicesima’. Il triste racconto di Angela

Accade anche questo nel rampante Salento dove un imprenditore ‘improvvisato’ si diverte a demansionare chi gli chiede il pagamento del dovuto

“Non ti presentare più in negozio. Da domani te ne puoi stare a casa, farò io i conti e ti darò quello che ti tocca. Ma tu non ti presentare più in negozio”. Angela (ovviamente nome di fantasia) se le ricorda quasi fossero state pronunciate ieri quelle parole. Frasi proferite con foga, con troppa foga, dal suo datore di lavoro. Ad oggi il suo ex datore di lavoro. E tutto perchè poi? Perchè aveva osato chiedergli il pagamento della tredicesima. Una richiesta legittima, semplice, dovuta, di cui aveva bisogno lei che era banconista presso un supermercato di un paese dell’arco jonico salentino.

Non solo banconista a dire il vero: ‘Sa com’è – racconta a Leccenews24.it con la voce rotta dall’emozione  – da noi si fa tutto. Io mi occupavo del banco e dei clienti che adesso sono un bene ancora più prezioso, vanno sempre coccolati. Ma poi gestivo la contabilità, il rapporto con i fornitori, le fatture, i pagamenti. Quando ci tieni ad un lavoro fai di tutto per tenertelo ben stretto e io mi davo da fare senza pensare alle sole mansioni per cui ero pagata. Non mi tiro certo indietro. Pensi che gli scorsi giugno, luglio e agosto ho lavorato tutti i giorni, tutte le domeniche (mai pagate), senza mai un riposo (solo dal 15 settembre ho avuto diritto a una domenica ogni 15 giorni)…”

Ma evidentemente tutto questo spirito di abnegazione per tenersi un lavoro di cui ha bisogno ad Angela non è bastato. I racconti dei ‘padroni che spadroneggiano’, pensando con ignoranza che quello sia il tratto distintivo di un datore di lavoro o di un imprenditore, sembrano essere ancora attuali. Pensavamo di esserceli lasciati alle spalle ma forse c’è sempre qualcuno che prova a rinverdirne i tristi fasti.

“Appena ho chiesto il pagamento della tredicesima, mi ha chiamato al telefono e mi ha detto di non presentarmi più in negozio. Quando gli ho comunicato, dopo essermi informata da un avvocato, che facevo ancora parte della forza lavoro di quell’azienda e che non mi poteva dare il ben servito con una telefonata, ha repentinamente cambiato linea, strategia. Mi ha fatto scrivere dal suo legale, dicendomi che sarei dovuta rientrare subito altrimenti mi avrebbe fatto un bel rapporto disciplinare per allontanamento ingiustificato dal posto di lavoro. Ma qui è iniziato il mio inferno!”

Già, perchè il calvario di Angela inizia proprio da qui. Che il suo rientro in negozio non sarebbe stata una passeggiata l’aveva immaginato ma che sarebbe stata messa a lavare i bagni e i pavimenti…questo proprio no.

“Ho gran rispetto per chi fa questo lavoro ma a farmi male è stata l’umiliazione davanti ai colleghi e ai clienti che mi conoscevano. Cacciata dal banco e messa a spazzare per terra, a lavare i bagni. Con l’onta delle contestazioni che mi venivano comminate ogni giorno per motivi futili e inesistenti. Una situazione di vessazione che mi ha fatto stare male fisicamente e psicologicamente, dalla quale mi sto lentamente riprendendo’.

Angela adesso ha trovato la forza di raccontare questa storia. Ha preso il coraggio a due mani e si è recata da un avvocato per presentare una formale denuncia nei confronti del suo ex datore di lavoro. Adesso è a casa per ‘infortunio’ ma non smette un giorno di pensare alla sua quotidianità sul posto di lavoro, a quanto gli manca il suo mestiere, al perchè tutto è precipitato in maniera così violenta. Solo per aver chiesto il riconoscimento di un suo diritto.