Digerito il pranzo di Natale si pensa già a quello di Capodanno, ma occhio a cosa finisce sulla tavola

Finto pane di Altamura, pomodori secchi tunisini, funghi cinesi e chi più ne ha ne metta. Dopo l’escalation di sequestri da parte della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale, Coldiretti in vista della notte più lunga dell’anno lancia l’allarme: ‘fate attenzione’

Nel Salento – e non solo nel Salento ad onor del vero – archiviato il pranzo di Natale si inizia già a pensare a quello di Capodanno. Senza contare i cenoni della vigilia. Quello di ritrovarsi tutti insieme a tavola, infatti, è un rito a cui nessuno vuol rinunciare soprattutto durante le feste. Lo confermano persino i numeri: quest’anno otto italiani su dieci (ben l’82%) sono rimasti a casa con amici e parenti.
 
Fin dalle prime ore del mattino, si iniziano a sentire i profumi dei piatti della tradizione come il tradizionale baccalà o delle ricette più innovative. E poco importa se si passerà la maggior parte del tempo tra i fornelli, mamme e nonne sono ben felici di preparare un menù degno del migliore ristorante. Antipasti a non finire, tra cui le immancabili pittule, primi in abbondanza per soddisfare tutti i palati, secondi di carne o pesce e infine i dolci che già solo a guardarli ti fanno tornare la fame come gli ‘strufoli’ e le cartellate.
 
Insomma, non c’è nemmeno il tempo di digerire che già ci si ritrova seduti pronti a degustare altre prelibatezze annunciate dalla lenticchia porta fortuna. Ma attenzione a quello che finisce in pentola perché se è vero che di solito la spesa si fa al supermercato o al fruttivendolo di fiducia, altrettanto vero è che  gli ‘inganni a tavola’ sono dietro l’angolo. Basti pensare che nel 2015 in Puglia sono più che triplicati e non risparmiamo alcun prodotto alimentare come fa notare il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele. Lo dimostrano i sequestri effettuati solo nell’ultima settimana dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Guardia di Finanza.
 
Finto pane di Altamura e Primitivo 'taroccato', ma anche aglio, passata di pomodoro e funghi cinesi, olive greche, pomodori secchi tunisini, olio spagnolo, greco e tunisino e cagliate surgelate importate dall'UE vendute per latticini fatti con 'latte fresco' e regolarmente spacciati per 'made in Italy', sono solo alcuni dei prodotti fortunatamente finiti nel mirino delle forze dell’ordine.
 
L’invito, come sempre, è quello di tenere d'occhio le etichette dei prodotti. Soprattutto in vista dalla notte più lunga dell'anno che nasconde insidie a cui i consumatori devono prestare particolare attenzione. 



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