Non è la befana, è l’Epifania…

Ormai quasi tutti sbagliano. La festa, tra le più importanti della Storia, viene confusa con un personaggio immaginario. Bisogna recuperare il senso delle cose

Si chiama Epifania, ed è una parola greca che significa ‘manifestazione’, la manifestazione del Signore. La nascita di Gesù senza l’Epifania non è in grado di spiegare la sua potenza sul piano religioso e culturale, è nella comunicazione del Natale, nel suo rendersi esplicito e noto a tutti, che assume il significato che merita.
Insomma l’Epifania conta quanto e più del giorno di Natale, tanto che in antichità era la festa più attesa e celebrata, festa dalle caratteristiche tipicamente cristiane.

Il problema è che oggi pochi comprendono la realtà, pochi conoscono i significati e le origini delle cose e in tanti finiscono per scivolare sulla proverbiale buccia di banana, come avviene nel caso di questa solennità fondamentale per la cultura cristiana dell’Occidente, confusa con la befana.

Si sente dire, e si sente spesso, “ci vediamo alla Befana” oppure “andiamo al concerto della Befana” o peggio “le vacanze di Natale finiscono alla Befana”. Siamo precipitati così in basso che la Befana, tra una calza di cioccolatini e una di caramelle, si è mangiata la festa dell’Epifania. Ed è certamente ridicolo, ma anche inaccettabile, perché la nostra civiltà si fonda su precisi capisaldi. Non si confonde il Natale con Santa Claus, né la Pasqua con l’uovo di cioccolato. È la correttezza delle parole che dà loro senso, e da quel senso deriva la nostra dignità di persone.