Addio estate, con l’equinozio di autunno si cambia stagione

Quest’anno l’autunno – dal punto di vista astronomico – è iniziato il 22 settembre: ci saranno 12 ore di luce e 12 ore di buio. Quella meteorologica è già cominciata da un pezzo.

Addio estate! Alle 3:04 italiane del 23 settembre nell’emisfero boreale tornerà la stagione delle foglie gialle, delle maniche lunghe, delle giornate più corte, delle castagne e dei funghi. A dare astronomicamente il via è l’equinozio d’autunno, il momento preciso in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore della Terra, cioè esattamente sopra la testa di un ipotetico osservatore posizionato in un punto specifico sulla linea, più o meno in mezzo all’oceano Pacifico. I raggi, perpendicolari, illuminano metà del pianeta, lasciando l’altra metà al buio. Fino al solstizio d’inverno le ore di luce diminuiranno gradualmente.

Quando il giorno è uguale alla notte

Più semplicemente, come ci hanno insegnato fin da piccoli, la durata del giorno e della notte è pressoché la stessa: 12 ore in compagnia del sole, 12 ore condivise con il buio e le stelle. Da qui il nome, aequi-nox. Sono diversi, quindi, dai solstizi, quando le ore di luce al dì sono al loro massimo (estate) o al loro minimo (inverno).

Gli equinozi e i solstizi sono determinati dalla posizione della Terra nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole, cioè il movimento che il nostro pianeta compie girando intorno alla sua stella di riferimento.

Ogni anno ha una data diversa: tradizione smentita…

No, non è in ritardo. Quello della data fissa per l’inizio delle stagioni è un mito da sfatare. L’equinozio d’autunno non si verifica sempre lo stesso giorno, ma può cadere tra il 21 e il 24 settembre. Questo perché la durata di un anno solare (365 giorni) non corrisponde all’anno siderale, cioè al tempo impiegato dalla Terra per compiere un giro della sua orbita intorno al Sole. E infatti per compensare questo “ritardo” sono stati introdotti gli anni bisestili, con un giorno in più ogni quattro anni.

Difficile accettare l’idea che l’estate sia finita, che sole e mare siano solo un lontano ricordo, ma come rilevato dagli astrofili della Uai all’Ansa «le serate di settembre sono un ottimo periodo per osservare le stelle cadenti, dato che le notti cominciano ad allungarsi, il clima diventa più mite e il numero di meteore sporadiche, che si sommano a quelle dei vari sciami, raggiunge nel nostro emisfero il suo massimo annuale».

Non solo, il cielo di settembre consente ancora di osservare buona parte di quelle costellazioni che hanno caratterizzato la volta celeste nella parte centrale dell’estate. Ora, però, gli astri che era possibile ammirare ben alti, intorno alla mezzanotte, sono spostati verso occidente, dove si accingono a tramontare.



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